domenica, Agosto 31

Rifiuti organici trasformati in gas. Due biodigestori in 50 chilometri

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Due biodigestori nel raggio di 50 chilometri: quello di Ecolan in località Cerratina a Lanciano e l’impianto del Civeta di Cupello. E’ la realtà che si va delineando nella Provincia di Chieti ed è sintomatica della mancanza di programmazione che dovrebbe guidare le scelte territoriali e i conseguenti finanziamenti. Ma proviamo a fare il punto sui progetti in fase di realizzazione. A Lanciano il biodigestore di Ecolan è ormai in dirittura d’arrivo. Finanziato con fondi Pnrr (15 milioni di euro) l’impianto di digestione anaerobica che permetterà di trattare direttamente l’organico dei comuni della provincia di Chieti è stato ultimato.

“Il collaudo ci sarà tra settembre ed ottobre, mentre l’apertura è prevista a gennaio”, spiega Massimo Ranieri, presidente di Ecolan, “l’impianto può trattare 40mila tonnellate di parte organica, cioè pari alla produzione provinciale. C’è quindi un surplus impiantistico che costringerà a cercare il materiale da lavorare sul mercato. I costi di gestione sono altissimi. E’ evidente che c’è un impianto di troppo, frutto di una  mancata  programmazione”.

Il biodigestore “concorrente” è quello in corso di realizzazione a Cupello, da parte del Civeta, tornato ad essere azienda speciale consortile a giugno 2024, a distanza di due anni dalla precedente trasformazione da Consorzio a società di capitali (srl). A fare il punto sull’avanzamento dei lavori, anche questi finanziati con fondi Pnrr per un importo di 20 milioni di euro,  è stato l’ingegner Luigi Sammartino, direttore tecnico del Civeta, nel corso di una conferenza stampa indetta a giugno nella sala consiliare del comune di Cupello. 

“Si tratta di un progetto strategico per il territorio”, disse in quella occasione Sammartino, “le opere edili, i piazzali, i capannoni e le vasche sono già stati realizzati.  Tutti i lavori, che stanno proseguendo secondo cronoprogramma, verranno completati entro le scadenze previste dal Pnrr”. 

Insomma, nel giro di appena 50 chilometri, avremo due biodigestori progettati nell’ottica della economia circolare e con l’obiettivo di ridurre i conferimenti fuori Regione, produrre compost e biogas nel rispetto dell’ambiente. 

Saranno in grado di funzionare entrambi a pieno regime? Ogni biodigestore  può trattare  40mila tonnellate all’anno di rifiuti organici e 15mila di  verde (erba, rami e foglie), consentendo di produrre biometano da reimmettere in rete. L’impianto di Cupello, il cui progetto si è classificato secondo in Italia assicurandosi uno dei finanziamenti più corposi, utilizzerà il materiale organico dei comuni che conferiscono nell’impianto di Cupello, mentre la parte mancante sarà reperita sul mercato. 

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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