
“Quando la funzione è pubblica: il ruolo delle strutture accreditate nel SS Regionale e Nazionale. È sempre più evidente la necessità di avviare una riflessione Regionale e Nazionale di responsabilità politica sul ruolo delle strutture sanitarie private accreditate e convenzionate all’interno del Servizio sanitario Regionale e Nazionale.
Ospedali classificati, case di cura e centri di riabilitazione non rappresentano una componente marginale del sistema, ma presìdi essenziali che, in molti territori, garantiscono continuità assistenziale e risposte a bisogni sanitari fondamentali.
Queste strutture operano stabilmente con finanziamenti pubblici, rispondono alla programmazione regionale e suppliscono spesso alle carenze del servizio pubblico, in particolare nella gestione delle cronicità, della riabilitazione e della lungodegenza. La loro funzione, nei fatti, è pubblica, anche se la titolarità resta formalmente privata. Il quadro nazionale è segnato da forti disomogeneità regionali.
In alcune aree del Paese si registrano adeguamenti delle rette e politiche di sostegno; in altre, le tariffe sono ferme da decenni. Questa differenziazione produce effetti distorsivi, mettendo in difficoltà strutture storiche che da anni garantiscono standard elevati, occupazione stabile e applicazione dei contratti collettivi nazionali, mentre altrove il sistema delle convenzioni riduce drasticamente il rischio di impresa.
Quando una struttura sanitaria è indispensabile per un territorio, opera quasi esclusivamente con risorse pubbliche ed è integrata nei percorsi assistenziali del SSN, si pone una questione che non può essere elusa: può continuare a essere considerata un soggetto privato in senso pieno? In questi casi, l’integrazione nella sfera pubblica – attraverso processi di acquisizione regionale o nazionale – diventa una prospettiva da valutare con serietà e responsabilità istituzionale. Riconoscere pienamente il carattere pubblico di queste strutture consentirebbe di rafforzare la programmazione sanitaria, ridurre le disuguaglianze territoriali, tutelare il lavoro sanitario e garantire omogeneità nei livelli di assistenza.
Non si tratta di una scelta ideologica, ma di una necessità strutturale per la tenuta del Servizio sanitario nazionale e per la tutela del diritto costituzionale alla salute.
Daniele Leone RSA FP CGIL














