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Carcere di Vasto, l’inizio del 2026 uguale al 2025 con aggressioni e ribellioni di gruppo

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Al carcere di Vasto negli ultimi giorni si sono registrate nuove aggressioni e addirittura una ribellione di gruppo. Insomma, il nuovo anno è iniziato come il 2025, un anno che è stato complicato sia per il segretario provinciale del Cnpp-Spp, Fausto Varicchio che per il segretario nazionale Mauro Nardella.
Mauro Nardella ha espresso più volte preoccupazione per la situazione critica nel carcere di Vasto, in particolare per gli internati con problemi psichiatrici.

Un ampio servizio stamane, in pagina regionale, a firma di Paola Calvano, è stato pubblicato dal quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.

” Non solo Vasto , ma in generale in Abruzzo”, risponde Fausto Verricchio. “Sostengo la necessità di riaprire gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, chiusi nel 2013, per gestire meglio i detenuti con disturbi comportamentali”. Ma non sono solo questi i problemi .

” Critico “ aggiunge  Nardella ” la mancanza di spazi idonei per la gestione di tali soggetti e ho sottolineato l’importanza di un presidio sanitario adeguato. Va messa in evidenza l’efficacia del trasferimento di detenuti violenti in altre strutture per prevenire ulteriori incidenti e garantire la sicurezza del personale e dei detenuti”.
Che fare per ridurre l’attuale disagio? 

” L’amministrazione deve implementare un sistema di allarme e un’ organizzazione del lavoro tali da rendere più sicuro il lavoro per i poliziotti penitenziari”.

Mauro Nardella non ritiene giusta la condizione che si vive oggi all’interno degli Istituti di pena italiana ed in modo particolare di quelli abruzzesi anche a causa del sovraffollamento
“L’Abruzzo  riporta un dato che non si discosta molto dal trend negativo nazionale giacchè a un numero già sovraffollato del 2023 allorquando si contavano 1928 si è passati ai quasi 2mila attuali.
La Casa Circondariale di Avezzano conta il 18 % in più di detenuti. La Casa Circondariale dell’Aquila ha molti detenuti sottoposti al regime di cui al 41bis. La Casa Reclusione di Sulmona versa in una situazione estremamente complicata con tantissimi detenuti in più del previsto. La Casa Circondariale di Chieti nel 2024 è tornata a rivivere in maniera esponenziale la crescita dei numeri dei detenuti.
Dopo una temporanea pausa vissuta nell’era pre Covid siamo tornati a rivedere numeri assurdi per una civiltà, quella italiana, che dovrebbe indirizzarsi in maniera opposta. Il carcere meno sovraffollato è quello di Lanciano. A Vasto insistono i cosiddetti internati. Una tipologia di ristretti fortunatamente in costante diminuzione anche perchè la peculiarità che hanno è quella di essere tenuti dentro per motivi legati alla loro propensione al crimine e quindi sottoposti a misure di sicurezza di carattere più preventivo che repressivo. Tuttavia quello che sta accadendo ultimamente dimostra che non si può più lasciare che pochi uomini gestiscano persone che hanno spesso reazioni violente”.

 

 

 

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