domenica, Gennaio 11

Casa Circondariale di Vasto, i Giovani Democratici esprimono profonda indignazione e sdegno

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I Giovani Democratici – Area Vastese esprimono profonda indignazione e sdegno per i fatti verificati nella Casa Circondariale di Vasto nelle ultime ore. 

Due persone detenute sono morte all’interno della struttura in meno di una settimana. 

Morte apparentemente per cause naturali o legate a condizioni di salute non adeguatamente monitorate. 

Secondo quanto comunicato dal sindacato UilPa Polizia Penitenziaria, i decessi hanno scatenato proteste interne e disordini tra i detenuti, con alcuni agenti di Polizia Penitenziaria feriti o contusi durante gli interventi di gestione della tensione. 

Eventi analoghi erano già accaduti nel luglio del 2025, quando un detenuto di 40 anni si era tolto la vita all’interno della Casa Lavoro di Vasto, portando a una conta drammatica di suicidi nelle carceri italiane in quell’anno. 

È importante ribadire che, nonostante il carcere di Vasto non risulti tra gli istituti con livelli di sovraffollamento elevati (come invece avviene in molte altre realtà nazionali), le criticità non derivano soltanto dalla capacità numerica di posti letto. Secondo la stessa fonte sindacale, infatti, la struttura soffre di una grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria, con un organico che risulta essere meno della metà rispetto al fabbisogno previsto (67 assegnati su 143). 

Noi Giovani democratici chiediamo di potenziare immediatamente gli organici della Polizia Penitenziaria e delle figure professionali di sostegno alla salute mentale e fisica dei detenuti, maggiore monitoraggio esterno e indipendente da parte delle istituzioni nazionali competenti per prevenire ulteriori tragedie e interventi strutturali e organizzativi rapidi, con particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali anche per chi è privato della libertà personale. 

Crediamo inoltre che sia necessario introdurre misure alternative per ridurre il numero di detenuti e ridefinire il concetto stesso di “carcere” affinché non sia una “discarica sociale”, come la definiva Marco Pannella, ma un posto di rieducazione e reinserimento nella società civile. 

È inaccettabile che dentro un’istituzione dello Stato si registrino due morti nell’arco di pochi giorni senza azioni decisive e tempestive per garantire dignità, sicurezza e salute a tutte le persone recluse e all’ organico di Polizia Penitenziaria.

Se, come diceva Voltaire, “la civiltà di un Paese si misura dalle sue carceri”, in Italia è la civiltà stessa che è in grave pericolo. 

Mario Enrico Testa 

Segretario dei Giovani Democratici – Area Vastese

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