venerdì, Gennaio 30

La tutela giuridica degli animali: un percorso in evoluzione

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La tutela giuridica degli animali, attualmente, non è più considerata un tema marginale. La società ha sviluppato una maggiore consapevolezza del valore degli animali, riconoscendoli come esseri dotati di una propria sensibilità. Questo cambiamento culturale ha portato ad un’evoluzione del diritto, che negli ultimi anni ha rafforzato le norme volte a proteggerli.

Prima del Trattato di Lisbona, la tutela giuridica degli animali in Europa si sviluppava attraverso una serie di atti normativi e convenzioni che, pur costituendo tappe importanti, non erano parte di un quadro giuridico organico. Le norme sul loro benessere erano specifiche per categoria o settore: ad esempio, la Direttiva 86/609/CEE rappresentava la prima norma sulla sperimentazione scientifica, la Direttiva 98/58/CE stabiliva regole minime per gli allevamenti, il Regolamento 1/2005  disciplinava il trasporto di animali vivi.  Sul piano dei Trattati, giova menzionare il Trattato di Amsterdam, che allega un protocollo sulla protezione e il benessere degli animali definendoli per la prima volta come esseri senzienti, oltrepassando così la vecchia concezione di “beni”.

Un ulteriore passo avanti è avvenuto, successivamente, con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009, che ha inserito, direttamente nell’art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea la definizione degli animali come esseri senzienti: “nel formulare e attuare le politiche dell’Unione nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l’Unione e gli Stati membri, poiché gli animali sono essere senzienti, tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali…”. Sebbene, ancora oggi, le norme sul benessere animali sono in gran parte settoriali, questa disposizione ha rappresentato e rappresenta una svolta nella tutela degli animali perché stabilisce un fondamento giuridico solido che orienta l’azione legislativa a livello europeo.

In Italia, una vera e propria riforma storica per la tutela degli animali, in Italia, è avvenuta nel 2025, con la Legge 6 giugno 2025 n. 82, nota come “Legge Brambilla”, perché si allinea con la visione degli animali sopra indicata, ovvero come esseri senzienti, capaci di provare dolore e piacere. Infatti, al centro della tutela vi sono gli animali, e non più il sentimento umano nei loro confronti. Il Titolo IX bis del Codice penale è stato modificato da “dei delitti contro il sentimento per gli animali” a “dei delitti contro gli animali”. Gli animali diventano, dunque, soggetti di tutela diretta. Le sanzioni per chi commette reati contro gli animali sono state drasticamente aumentate. La legge modifica il reato di uccisione di animali stabilendo la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 30.000 euro. Se commessa con sevizie o crudeltà la reclusione è aumentata fino a 4 anni e la multa fino a 60.000 euro. Per il reato di maltrattamento di animali la legge prevede la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 30.000 euro. Per quanto riguarda l’abbandono la sanzione minima è stata innalzata da  1000 euro a 5000 euro, oltre all’arresto fino ad un anno.

Tra le novità rilevanti, vi è l’introduzione del divieto al proprietario o al detentore anche temporaneo, di custodire gli animali di affezione con la catena o altro strumento di contenzione similare che ne limitino gravemente i movimenti.  Chi viola questo divieto, è soggetto ad una sanzione amministrativa da 500 euro a 5.000 euro. Un cambiamento atteso da tempo, che apre gli occhi sul dolore fisico e psicologico provocato da queste pratiche. 

Va segnalata, anche, un’altra importante novità. La legge Brambilla prevede l’applicazione delle misure di prevenzione previste dal libro I, titoli  I e II, del Codice  delle leggi Antimafia e delle misure di prevenzione di cui al D.Lgs 159/2011, nei confronti di soggetti che si dedicano abitualmente a reati gravi contro gli animali, tra cui, ad esempio, combattimenti o competizioni non autorizzate.

Ciò posto, la tutela giuridica degli animali continua ad essere un processo in evoluzione: da un quadro normativo frammentario e settoriale,  si è giunti a un riconoscimento sistematico degli animali come essere senzienti a livello europeo, fino alla leggi nazionali più recenti. Tuttavia, è importante sottolineare che, è necessario che la crescita della cultura di sensibilizzazione verso gli animali – nella società, nelle scuole, nelle istituzioni – continui, perché rappresenta una componente essenziale per tradurre il dettato normativo in comportamenti rispettosi e consapevoli: una tutela reale non può prescindere da un cambiamento culturale profondo che ne riconosca pienamente la loro dignità.

Marialuigia D’Annunzio

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