
La frana di Niscemi dovrebbe sollecitare la politica locale a disporre una verifica sulla nostra situazione geologica. A Vasto, com’è noto, si sono verificati in passato fenomeni anche della stessa portata del comune siciliano, l’ultimo dei quali esattamente settant’anni fa, e un esame esplorativo sul versante orientale del costone sarebbe opportuno, anzi doveroso. Quanto meno per controllare che i sistemi di captazione che convogliano le acque a valle, i tiranti ed i muri di sostegno siano funzionanti.
Gli ultimi interventi in materia di sondaggio e di deterrenza risalgono, se la memoria non m’inganna, alla fine degli anni Ottanta finanziati con fondi FIO 1988 dal Consorzio di Bonifica, ma da allora mi risulta che poco o niente sia stato fatto anche in termini di semplice controllo e manutenzione.
Il Consorzio di Bonifica, oggi pomposamente quanto inutilmente denominato Consorzio di Bonifica Sud – Bacino Moro, Sangro, Sinello e Trigno ha provveduto o sta provvedendo a fare, com’è suo dovere, le dovute ispezioni e la gestione del sistema di contenimento? Ed il Comune? E la Regione? E il governo? Riescono a capire che la prevenzione e la cura del territorio sono l’unico modo per evitare sciagure?
Peppino Tagliente
presidente Associazione ‘San Michele’ Vasto














