
Nel mondo animale non esistono predatori e prede: alcune specie si distinguono per una capacità costruttiva che sfida l’immaginazione, trasformando l’ambiente circostante con strutture complesse e funzionali. Questi “ingegneri della natura” non conoscono gli strumenti dell’uomo, eppure costruiscono opere che influenzano gli ecosistemi tanto quanto piccoli interventi umani.
Uno degli esempi più noti e più vicini alla nostra esperienza quotidiana sono le api che rappresentano ingegneri naturali straordinari. Ben note per il loro contributo all’uomo, producono miele, cera e sono fondamentali per l’impollinazione di molte colture. Le api costruiscono alveari incredibilmente complessi. Le celle esagonali degli alveari massimizzano lo spazio e minimizzano il materiale usato, consentendo alle colonie di conservare il miele, allevare le larve e mantenere una temperatura costante, dimostrando un equilibrio perfetto tra sostenibilità e funzionalità.
Un altro esempio straordinario è il castoro, un grande roditore che costruisce dighe in legno, fango e pietre per creare stagni artificiali. Queste dighe ostacolano il deflusso dell’acqua, contribuendo all’aumento del livello idrico e creando ambienti acquatici tranquilli nei quali i castori possono vivere, riprodursi e trovare protezione dai predatori. I bacini di acqua così creati, diventano, anche, habitat per altre specie di piante e animali, modificando l’ecosistema locale in modo significativo.
Nel mondo degli insetti, le formiche si distinguono per le loro abilità costruttive. Scavano vaste colonie sotterranee con camere dedicate all’allevamento delle uova, allo stoccaggio del cibo e alla protezione della regina. Queste complesse “città sotterranee” sono esempi di cooperazione e pianificazione naturale che permettono a intere colonie di prosperare.
Gli uccelli tessitori dimostrano che l’architettura animale non riguarda, unicamente, funzioni vitali come rifugio o protezione: alcuni maschi costruiscono nidi incredibilmente intricati per attirare le femmine. Usando solo erba, rametti e fibre vegetali, tessono nidi sospesi che possono durare anni e resistere al vento e alla pioggia.
Questi esempi rappresentano solo una piccola parte delle centinaia di specie che modellano la superficie terrestre e l’ambiente in modi impressionanti. Uno studio della Queen Mary University of London mostra che oltre 600 unità tassonomiche di animali svolgono attività di costruzione e modifica dell’ambiente in grado di influenzare significativamente il paesaggio, mostrando che la tecnologia naturale può essere potente quanto quella umana, pur senza alcun progetto scritto.
Osservando queste meraviglie con attenzione, possiamo apprendere molto sul rapporto tra comportamento, ambiente e sopravvivenza, ricordando che l’architettura non è una peculiarità umana, ma una strategia evolutiva diffusa in tutto il regno animale.
Marialuigia D’Annunzio














