
In sei hanno dato la disponibilità a candidarsi, tra questi il centrodestra sceglierà lo sfidante del presidente uscente Francesco Menna (Pd) alle elezioni provinciali del 15 marzo. Il summit di ieri pomeriggio a Villa Medici di Lanciano tra i sindaci della coalizione e i segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc e Noi Moderati, non è stato decisivo come era del resto prevedibile, ma è servito a stilare una rosa di nomi da cui attingere per la scelta finale.
Quattro di loro sono espressione di Fratelli d’Italia: Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino e segretario provinciale di Fdi, Mimmo Budano, Catia Di Fabio e Massimo Berghella, sindaci rispettivamente di Villalfonsina, Monteodorisio e Treglio. Le altre due candidature sono quelle di Enrico di Giuseppantonio (Udc), sindaco di Fossacesia e già presidente della Provincia dal 2009 al 2014 (anno in cui è entrata in vigore la riforma Delrio) e di Nino Di Fonso, primo cittadino di Torino di Sangro. E proprio Di Fonso ieri durante la riunione è intervenuto per dare la sua disponibilità a candidarsi sia per la presidenza sia come consigliere. Con la sua presenza il sindaco di Torino di Sangro ha anche riconfermato la sua collocazione nel centrodestra dopo la sua adesione ad un nuovo movimento “Sud chiama nord” fondato e guidato da Cateno De Luca, sindaco di Taormina.
Una cinquantina i sindaci presenti ieri in prima persona o tramite loro delegati, a dimostrazione di quanto la partita sia importante per il centrodestra che ambisce a tornare ad amministrare la Provincia di Chieti, ente che da dodici anni è in mano al centrosinistra. Prima che venisse eletto Menna era stato Mario Pupillo, ex sindaco di Lanciano a ricoprire il ruolo di presidente. Il centrodestra è quindi uscito dalla riunione con una rosa di nomi, rinviando ad un successivo incontro la scelta finale.
Il prossimo appuntamento per i sindaci della coalizione – quello che tutti si aspettano decisivo, anche perché il tempo stringe – è in programma sabato mattina, sempre a Lanciano, a Villa Medici. Da quel tavolo dovrà uscire il candidato presidente che, con ogni probabilità, sarà di Fratelli d’Italia. In pool position c’è Tavani, ma non è escluso che si faccia sintesi su qualche altro nome. Certo è che non c’è tempo da perdere. Le candidature e le liste devono essere presentate all’ufficio elettorale – costituito nella sede principale dell’ente – dalle ore 8 alle ore 20 di domenica 22 febbraio e dalle ore 8 alle ore 12 di lunedì 23 febbraio.
Sono elezioni di secondo livello, votano quindi i sindaci e i consiglieri comunali dei 104 comuni interessati che sono suddivisi in cinque fasce, ognuna con un peso ponderato differente: centri con popolazione fino a 3.000 abitanti; centri con popolazione da 3.000 a 5.000 abitanti, centri con popolazione da 5.000 a 10.000 abitanti, centri con popolazione da 10.000 a 30.000 abitanti, centri con popolazione da 30.000 a 100.000 abitanti. Il centrosinistra parte in vantaggio, potendo contare sul voto dei comuni che hanno più “peso” come Chieti e Vasto, che sono amministrati dalla coalizione, ma si tratta di una partita che il centrodestra cercherà di giocare fino all’ultimo, puntando magari sui malumori. Decisiva sarà la scelta del candidato e la compattezza dello schieramento. Domenica 15 marzo non si vota solo per il presidente, ma anche per eleggere l’intero consiglio provinciale. Nella precedente tornata elettorale del 21 dicembre 2023, svoltasi per il rinnovo del solo consiglio, l’affluenza fu pari al 68,7%: si recarono al voto 858 elettori sui 1.249 aventi diritto.
Anna Bontempo (Il Centro)














