martedì, Febbraio 10

P.S.I. San Salvo, il sopruso ambientalista: abbattere altri alberi per i parcheggi  

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Ancora una volta, l’amministrazione comunale di San Salvo dimostra di non  avere rispetto per il nostro patrimonio naturale e per il benessere dei cittadini.  La decisione di abbattere altri 40 alberi lungo via Circonvallazione per fare  spazio a nuovi parcheggi è l’ennesima dimostrazione di come questa giunta  di destra privilegi il profitto e il cemento rispetto alla tutela dell’ambiente e alla  qualità della vita.  

Gli alberi non sono semplici elementi ornamentali: sono veri e propri alleati  contro l’inquinamento, capaci di assorbire CO2, filtrare l’aria e offrire un  rifugio di biodiversità in città. La loro distruzione significa impoverire il nostro  territorio, aumentare l’effetto isola di calore e compromettere la salute dei  cittadini, soprattutto di chi vive nelle zone più densamente urbanizzate.  

Questa decisione appare ancora più grave considerando che ci sono  alternative più sostenibili ed equilibrate. Perché non investire in soluzioni di  mobilità sostenibile, incentivi per l’uso dei mezzi pubblici o progetti di  riqualificazione che rispettino il nostro ambiente? La risposta è semplice:  questa amministrazione preferisce la logica del profitto immediato, senza  alcuna visione di lungo termine né attenzione per le esigenze della comunità.  

È ora di dire basta a questa logica distruttiva e di chiedere un cambio di rotta.  La tutela dell’ambiente e dei beni comuni devono essere al primo posto, non  le logiche di profitto di pochi. Difendiamo i nostri alberi, il nostro territorio e il  nostro futuro. San Salvo merita di più: merita una amministrazione che  ascolti, che rispetti e che investa nella qualità della vita di tutti i cittadini, non  nella cementificazione selvaggia e nel saccheggio del nostro patrimonio  naturale.  

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescente tendenza di abbattimento  di numerose piante mature, spesso considerate troppo vicine alle aree  urbane o comunque considerate un ostacolo per lo sviluppo di nuove  infrastrutture. Questa pratica, se da un lato può sembrare un tentativo di  migliorare la fruibilità degli spazi pubblici o di garantire la sicurezza, dall’altro 

comporta conseguenze ambientali, economiche e di pianificazione a lungo  termine che non possono essere sottovalutate.  

Innanzitutto, bisogna considerare il costo economico associato  all’eliminazione delle piante. Le piante mature, infatti, rappresentano un  investimento pluriennale: hanno impiegato decenni per crescere, sviluppare  una chioma rigogliosa e contribuire all’ecosistema urbano. La loro rimozione,  pertanto, comporta un costo diretto legato alle operazioni di abbattimento,  spesso eseguite con attrezzature e personale specializzato, e un costo  indiretto legato alla perdita di benefici ambientali quali l’assorbimento di CO₂,  la riduzione dell’inquinamento, l’ombreggiamento e la mitigazione delle  temperature estive. Inoltre, in molti casi, la rimozione delle piante comporta  anche lavori di smaltimento e di ripristino del terreno, aumentando  ulteriormente le spese pubbliche o private. 

Un elemento ancora più grave, tuttavia, è la totale assenza di una politica di  ripiantumazione sistematica e pianificata. La mancanza di un progetto di  rinnovamento arboreo lascia molte aree senza copertura vegetale,  compromettendo non solo l’estetica e il benessere urbano, ma anche la  biodiversità e la qualità della vita dei cittadini. La semplice eliminazione delle  piante senza un’adeguata pianificazione di reimpianto rappresenta  un’operazione miope e a breve termine, che rischia di aumentare i problemi  ambientali e di compromettere la resilienza delle aree urbane agli effetti dei  cambiamenti climatici.  

In conclusione, l’abbattimento di piante mature senza una strategia di  sostituzione e senza considerare i costi complessivi costituisce una scelta  miope, che non tiene conto delle ripercussioni economiche, ambientali e  sociali. È fondamentale che le autorità e le comunità adottino politiche di  gestione delle alberature più oculate e sostenibili, che prevedano non solo la  tutela delle piante esistenti, ma anche un piano di ripiantumazione efficace e  coerente, capace di garantire un equilibrio tra sviluppo urbano e salvaguardia  dell’ambiente naturale.  

No agli abbattimenti selvaggi! No ai parcheggi che distruggono il nostro  ambiente!  

 P.S.I. San Salvo

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