
Siamo persone perbene, non siamo massoni, non siamo indagati né imputati, non facciamo parte di alcun centro di potere. E voteremo convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia.
E dobbiamo dire che le parole di Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Napoli, offendono milioni di italiani.
Non è da paese civile che un appartenente all’organo giudiziario faccia campagna elettorale a una modifica che viene dal potere legislativo.
I sostenitori del No la stanno buttando in cagnara per confondere i cittadini con toni eccessivi che non fanno onore a quello che dovrebbe essere un confronto aperto.
Una cosa è contrastare in un sereno confronto dialettico, con delle tesi questa modifica costituzionale che chiama i cittadini a esprimersi sulla riforma della giustizia già approvata dal Parlamento, ben altra cosa sono le offese gratuite.
Ci stiamo confrontando su una riforma che non incide sull’autonomia e indipendenza della magistratura, ma interviene solo sulla sua organizzazione interna e sui meccanismi di autogoverno.
Ai cittadini diciamo andare a leggere i quesiti per capire che non è in gioco la libertà della magistratura come vi vogliono far credere né verrà stravolta la Costituzione Italiana: NON FATEVI INGANNARE!
VOTARE SÌ AL REFERENDUM SIGNIFICA
- sostenere una giustizia più moderna, imparziale ed equa per garantire un vero giusto processo attraverso la separazione delle funzioni di giudici e pubblici ministeri;
- dire basta al correntismo che ha caratterizzato i giudici in tutti questi anni, ponendo il merito al centro, assicurando così una maggiore tutela dei diritti, primi fra tutti quella dei magistrati meritevoli.
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE per garantire l’imparzialità del giudice, evitando che condivida la stessa carriera e percorso lavorativo della pubblica accusa;
GIUSTO PROCESSO per afforzare la terzietà del giudice tra le parti, elemento essenziale per un processo equo;
EFFICIENZA E MERITO per promuovere una riforma strutturale per una giustizia più rapida e credibile, che valorizzi la professionalità vera dei magistrati;
CONTRASTO AL CORRENTISMO per ridurre l’influenza delle correnti politiche e associative all’interno della magistratura.
Il voto favorevole confermerà la riforma approvata dal Parlamento per allineare la giustizia italiana a standard europei di imparzialità.
Chi non vuole tutto questo si oppone al cambiamento per conservare un sistema che abbiamo visto essere mortificante per il merito.
Invitiamo i cittadini votate e fate votare per il SÌ ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA il 22 e 23 di marzo perché tutti noi abbiamo diritto ad un giusto processo e tutti i magistrati hanno diritto di decidere in libertà senza condizionamenti derivanti dal sistema correntizio.
San Salvo, 13 febbraio 2026
avvocato Giovanni Di Santo
presidente del COMITATO TERRITORIALE DEL VASTESE “SI RIFORMA”














