
Quando la geografia abbandona le pagine dei libri per trasferirsi tra i profumi e i colori di una cucina, nasce qualcosa di magico. È quello che è accaduto nella classe 3I della Scuola Secondaria di Primo Grado “Paolucci”, dove gli studenti hanno indossato il grembiule da chef per dare vita al progetto “Masterchef Africa in classe”.
Sotto la guida delle Prof. sse Marta Mancino e Selena La Palombara, i ragazzi hanno accettato una sfida ambiziosa: trasformare una lezione sul continente africano in un’esperienza sensoriale completa. Il risultato? Una “brigata di cucina” d’eccezione che ha saputo stupire per competenza e spirito di iniziativa.
Il progetto ha visto i ragazzi impegnati nella realizzazione di piatti iconici, curati non solo nel gusto ma anche nella presentazione. Il menù preparato dalla nostra 3I ha attraversato i sapori del continente:
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La speziata vivacità del Cous Cous con verdure e peperoncino e del Risotto Africano ricco di peperoni e pomodoro;
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La dolcezza delle Frittelle di Tulle al miele;
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La fragranza dei Biscotti Ghoriba al cocco e alla vaniglia;
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L’aroma avvolgente del Melkert alla cannella e burro.
Ma “Masterchef Africa” è stato molto più di una lezione di cucina, un’importante occasione di socializzazione e inclusione. In un mondo sempre più interconnesso, i ragazzi hanno sperimentato che la tavola è il primo luogo di incontro tra i popoli. Collaborando fianco a fianco, dalla scelta degli ingredienti alla preparazione finale, gli alunni hanno scoperto che la cucina è un linguaggio universale, capace di unire le diversità e trasformarle in ricchezza.
Questa iniziativa si inserisce nel quadro delle buone pratiche di didattica innovativa che l’Istituto Paolucci di Vasto promuove ogni giorno.
Portare la realtà in classe significa preparare i ragazzi alla vita, rendendo l’apprendimento un processo attivo, partecipato e, in questo caso, decisamente delizioso.
Un ringraziamento speciale va alla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Eufrasia Fonzo, che sostiene queste iniziative così significative, capaci di coniugare lo studio teorico con lo sviluppo di competenze umane e sociali.
Un grande plauso va alla classe 3I: non solo per l’impegno e la precisione tecnica dimostrata, ma per aver saputo “mettere nel piatto” il valore della curiosità e del rispetto per le culture lontane.
















