
Se si desidera incontrare un romanzo capace di restituire la vibrazione di un’epoca al tramonto e, insieme, l’intimità segreta di una famiglia assediata dalla Storia, La guardia bianca di Michail Bulgakov è una lettura di rara nobiltà. Ambientato nella Kiev del 1918, durante i mesi convulsi della guerra civile russa, il romanzo non si limita a rievocare un momento storico drammatico: ne coglie il respiro, il disorientamento, la febbre morale.
Il potere cambia volto con rapidità vertiginosa, le alleanze si dissolvono, le certezze si frantumano. In questo scenario instabile, la famiglia Turbin diviene il fulcro emotivo del racconto: una casa illuminata nella notte, un ultimo presidio di cultura, affetti e dignità mentre il mondo esterno precipita nel caos. La grandezza di Bulgakov risiede nella sua capacità di fondere l’epico e l’intimo. Le strade innevate percorse da soldati e ufficiali, le voci concitate dei proclami, l’eco lontana dei colpi d’arma da fuoco si alternano a scene domestiche cariche di malinconia e calore umano.
La Storia non è uno sfondo, ma una presenza viva che penetra nelle stanze, nei dialoghi, nei pensieri più segreti dei personaggi. E tuttavia, ciò che rimane impresso non è tanto il fragore degli eventi quanto la fragile ostinazione con cui gli individui cercano di restare fedeli a se stessi. I protagonisti non sono eroi nel senso tradizionale: sono uomini e donne colti nel momento in cui comprendono che il mondo a cui appartenevano sta scomparendo. In loro convivono coraggio e paura, lealtà e smarrimento, nostalgia e orgoglio. Bulgakov li osserva con uno sguardo partecipe ma lucido, restituendone la complessità morale senza indulgere in giudizi semplicistici
. Lo stile è limpido e musicale, attraversato da una sottile tensione lirica che non scade mai nella retorica. La prosa scorre con naturalezza, sostenuta da una costruzione narrativa solida e da un senso profondo del ritmo. Si avverte, in filigrana, la sensibilità teatrale dell’autore: ogni scena sembra respirare, ogni dialogo possiede un’intensità viva e autentica. La guardia bianca è, in definitiva, un romanzo sulla fine delle illusioni e sulla tenacia degli affetti; un’opera che interroga il significato dell’onore, dell’appartenenza e della responsabilità individuale in tempi di trasformazione radicale. È una lettura che richiede attenzione, ma che ricompensa con pagine di grande forza emotiva e con un’eleganza narrativa destinata a perdurare nella memoria del lettore.
Consiglio di lettura
La guardia bianca
Autore: Michail Bulgakov
Pagine: 432
Casa editrice: Feltrinelli
Allegra Linnea Amicarelli














