
Tra le scene più significative dell’ Eneide di Virgilio, l’immagine in cui Enea porta sulle spalle il padre Anchise durante la fuga da Troia, è potente e carica di significato. La città è ormai in fiamme, le mura crollano e la confusione è totale. Enea non pensa, soltanto, alla propria salvezza: afferra il padre, lo pone sulle spalle e lo accompagna fuori dalla città, insieme al figlio Ascanio, il simbolo della continuità della famiglia.
Il gesto di Enea non è semplice eroismo fisico. Virgilio sottolinea come in questa azione si combinino coraggio, responsabilità e consapevolezza: il passato non viene abbandonato, ma viene protetto, portato avanti. Anchise rappresenta la memoria, i valori e le radici che l’eroe non può ignorare, anche mentre si dirige verso un futuro incerto.
Da questo episodio emerge una lezione che va oltre il mito: l’esperienza può diventare forza quando guida le nostre scelte. La cultura e la storia, così come l’esperienza degli altri, non sono ostacoli, ma strumenti per affrontare le sfide. Enea mostra che il vero coraggio non è solo quello di affrontare il pericolo immediato, ma anche quello di assumersi la responsabilità di chi e di ciò che ci precede, permettendo alla comunità e ai valori di sopravvivere.
Oggi, questa immagine può essere letta in chiave moderna: portare “sulle spalle” l’esperienza di chi ci ha preceduto significa imparare dalle conoscenze e dai valori ricevuti, trasmetterli agli altri e usarli per costruire percorsi più consapevoli. Non si tratta di restare ancorati al passato, ma di trasformarlo in guida per le scelte future, in forza per affrontare situazioni complesse, personali o collettive.
Così, la scena di Enea e Anchise diventa più di un racconto epico: è un invito a riconoscere il valore dell’esperienza, a non temere il peso della responsabilità e a capire che la cultura e la memoria, se vissute con consapevolezza, possono dare forza anche alle sfide del nostro tempo
Marialuigia D’Annunzio
(foto Galleria Borghese )














