
La Procura di Vasto vuole indagare la mamma trentenne L.I.M. accusata di omicidio colposo e false dichiarazioni. Ad anticipare la notizia, stamane, è il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro. Secondo il collega Gianluca Lettieri della redazione di Chieti giovedì prossimo la donna potrà decidere se rispondere alle domande degli inquirenti o restare in silenzio.
Il pubblico ministero Silvia Di Nunzio la vuole sentire per la morte dei figlio R.T, appena 15 mesi, deceduto all’ospedale di Vasto dopo aver ingoiato cocaina in casa.
Al momento, alla luci di quanto scrive stamane il nostro collega del Centro, la donna deve rispondere di omicidio colposo e false informazioni al pm.
Si tratta di reati pesanti, puntiti rispettivamente con la reclusione da sei mesi a cinque anni e fino a quattro anni.
Gli inquirenti hanno deciso di convocarla in Procura per ricostruire in dettaglio la tragedia che, comne si ricorderà, lo scorso 10 agosto, si è consumata in un appartamento del centro storico di Vasto.
A difendere la donna, che giovedì sarà ascoltata negli uffici giudiziari del tribunale di Vasto, è l’avvocato Alessandro Cerella.
Quello di giovedì prossino sarà un passaggio decisivo nell’inchiesta condotta dai carabinieri, intervenuti in pronto soccorso dopo la segnalazione di “morte sospetta” arrivata dai medici.
E’ stato l’esito dell’autopsia a svelare quella che sarebbe la terribile verità: il bimbo avrebbe ingerito cocaina, lasciata incustodita dalla mamma.
Tutti i dettagli sulla vicenda li trovate stamane, in edicola, sul quotidiano Il Centro.














