lunedì, Febbraio 23

Carlos Ruiz Zafón è il Dedalo della letteratura moderna e il suo ultimo romanzo, “La città di vapore”, ne è la dimostrazione

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Carlos Ruiz Zafón è il Dedalo della letteratura moderna e il suo ultimo romanzo, “La città di vapore”, ne è la dimostrazione.

Nato il 25 settembre 1964 a Barcellona, Zafón mosse i primi passi come sceneggiatore e scrittore a Los Angeles, ma fu nel 2001 che raggiunse il successo internazionale grazie al romanzo “L’ombra del vento”, che scalò rapidamente tutte le classifiche europee. Questo libro segnò l’inizio della celebre tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati, una serie che ha conquistato i cuori di lettori di ogni età.

Leggendo i suoi romanzi, si nota subito la straordinaria abilità narrativa dell’autore, che sembra vivere in prima persona la realtà frutto della sua penna. 

Trama e ordito si intrecciano perfettamente, realtà e fantasia si riflettono l’una nell’altra il confine tra le due è impercettibile e i personaggi sembrano muoversi tra pagine e secoli come in un labirinto.

Anche chi si approccia alla tetralogia per la prima volta può apprezzare ogni romanzo come storia a sé stante, ma chi esplora tutti i libri scopre che esistono legami profondi tra personaggi, misteri e segreti che attraversano generazioni.

Zafón accompagna il lettore con una voce calma e rassicurante, lui possiede il filo di Arianna e guida i lettori senza mai abbandonarli a se stessi; pagina dopo pagina, intrecci e connessioni si svelano, rivelando la complessità di un universo dove ogni tassello trova il suo posto all’interno di un mosaico che è un’esplosione di colori. Nel 2020, dopo la prematura scomparsa dello scrittore, venne pubblicata postuma “La città di vapore”, una raccolta di racconti che amplia ulteriormente l’universo narrativo della tetralogia. Qui frammenti di vite già note si intrecciano con nuovi personaggi e grandi figure storiche, come Gaudí e Cervantes, di cui riceviamo ritratti dalle sfumature sinistre e misteriose. Quale segreto si celava dietro il genio eccentrico di Gaudí? Cosa è servito perché il Don Chisciotte della Mancia diventasse un classico intramontabile?

Infine, come in tutti i romanzi dell’autore, non può mancare la figura enigmatica di Andreas Corelli, il nemico morale di ogni protagonista, li spinge a confrontarsi con i propri desideri più oscuri e a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni,  perché ogni scelta ha il suo prezzo, ogni segreto lascia un’ombra, e la storia si ripete. 

Il tutto mentre passeggiamo nella Barcellona del novecento tanto amata dall’autore conoscendola in ogni suo aspetto, dal fascino del centro storico alla decadenza dei quartieri più poveri, ci perdiamo tra i vicoli e tra le dimore antiche, lasciando in ogni pagina un pezzetto della nostra anima, così come ha fatto Zafón scrivendolo, perché bisogna ricordare: 

 

“Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima,

l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto

e di chi ha sognato grazie a esso.”

-Carlos Ruiz Zafón- 

Laura Del Casale

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