sabato, Febbraio 28

Pale eoliche in mare, 8 Comuni chiedono lumi

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“Un maggior coinvolgimento dei territori e approfondimenti sulle opere a terra dell’impianto eolico “Rospo Offshore”. E’ quanto chiedono otto comuni – Paglieta, Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Tollo, Francavilla al mare, San Giovanni Teatino e Cepagatti – che hanno presentato una serie di osservazioni al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) e al Ministero della cultura sul grande progetto proposto dalla società Small Sea Energy srl con sede legale a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto.

L’istanza è stata  depositata al Ministero il 24 settembre 2025. Il parco eolico, da realizzare nello specchio di mare antistante il golfo di Vasto,  a una distanza dalla costa di 30 chilometri, ha una potenza complessiva pari a 1005 Mw, quindi superiore all’impianto che aveva proposto la Np Francavilla Wind (800 Mw) e che è stato archiviato su istanza della stessa società. Gli aerogeneratori previsti sono 67. Nella procedura di consultazione avviata dal Ministero si inseriscono gli otto comuni che hanno attivato “un momento di coordinamento interistituzionale al fine di condividere l’analisi tecnica del progetto, approfondirne le principali criticità e definire un quadro valutativo omogeneo rispetto ad un intervento caratterizzato da significativa complessità tecnica e rilevante impatto territoriale, ambientale e infrastrutturale”. 

La richiesta di approfondimento, firmata dal sindaco di Tollo, Angelo Radica,  verte su 9 punti: coinvolgimento dei territori e perimetro degli impatti; emissioni elettromagnetiche e tutela della popolazione; analisi del tracciato del cavidotto terrestre e alternative progettuali; sicurezza, rischio antincendio e gestione delle emergenze; localizzazione e regime autorizzativo degli impianti di accumulo elettrochimico; impatti della fase di cantiere; compatibilità con la pianificazione urbanistica e territoriale; piano di monitoraggio ambientale; fase di dismissione e ripristino. 

I comuni rilevano, sostanzialmente, che pur essendo l’impianto di generazione localizzato offshore, numerose opere e infrastrutture insistono sui territori comunali o producono effetti diretti ed indiretti come i cavidotti, le sottostazioni elettriche di raccolta, il sistema di accumulo elettrochimico e la viabilità interessata dalle fasi di cantiere. Chiedono quindi uno studio specifico sulle emissioni elettromagnetiche a tutela della popolazione e degli impatti, con particolare riferimento all’incremento del traffico pesante, alle interferenze con la viabilità comunale e sovracomunale, alle emissioni acustiche  e alle polveri. Dell’esistenza di un nuovo progetto per la realizzazione dell’impianto eolico “Rospo Offshore”,  si è venuto a sapere nei mesi scorsi, in coincidenza con l’archiviazione del parco eolico “Medio Adriatico” proposto dalla la Np Francavilla Wind, a  25 chilometri dalla costa vastese: 54 aerogeneratori posti su piattaforme galleggianti e pale alte circa 300 metri,  per una potenza pari a 800 Mw.

La notizia aveva spinto l’associazione culturale San Michele, presieduta dall’ex sindaco Giuseppe Tagliente a chiedere “l’apertura di un dibattito sul territorio, coinvolgendo il consiglio comunale di Vasto,  i comuni che si affacciano sul golfo, le forze politiche, le associazioni imprenditoriali ed ambientaliste e le Regioni Abruzzo e Molise”. Richiesta che è rimasta lettera morta nonostante l’importanza dell’argomento. 

Anna Bontempo (Il Centro

 

 

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