domenica, Marzo 1

Costa Teatina. Il Wwf: “I 25 anni del parco-fantasma”

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La data cerchiata in rosso è quella del 27 marzo, quando il Tar Abruzzo – sezione di Pescara – dovrà decidere sul ricorso presentato dal Wwf per far accertare “l’illegittima inerzia della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rispetto alla conclusione del procedimento di istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina”.

Atteso da oltre un quarto di secolo “Il Parco incompiuto” è stato al centro della conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sala consiliare della Provincia, su iniziativa del Wwf Abruzzo. A fare il punto sul lunghissimo iter sono stati l’avvocato Alessandro Corporente, legale che ha curato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale presentato dall’associazione ambientalista  con l’obiettivo di superare lo stallo politico, l’architetto Pino De Dominicis, già commissario ad acta per l’istituzione del Parco, Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia, e Barbara Staniscia, professoressa di Geografia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e autrice nel 2024 del volume “Conflitti ambientali e parchi naturali. Il caso della Costa Teatina”. Nel ruolo di moderatore Dante Caserta, direttore Affari Legali e Istituzionali del Wwf Italia.  

“Il Parco è stato istituito con la legge 93 del 2001”, hanno ricordato i relatori,  “da allora sono passati 25 anni che non sono stati sufficienti per arrivare alla nascita di questa area protetta che interessa, da nord a sud, ben otto comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. Non sono bastate una decisione della Corte costituzionale (favorevole all’istituzione del Parco) e la nomina di un commissario ad acta per superare il blocco della Regione Abruzzo e del Ministero dell’Ambiente. Nel frattempo, il territorio della costa teatina, privo di un sistema di tutela efficace, è stato esposto ed ancora lo è, ad interventi edilizi e trasformazioni che ne minacciano l’equilibrio ambientale e paesaggistico, compromettendone anche le grandi potenzialità turistiche.

Di fronte a questa incredibile inerzia”, hanno aggiunto, “dopo aver sollecitato innumerevoli volte le amministrazioni centrali anche attraverso una formale diffida, nel settembre del 2025 il Wwf Italia, patrocinato dall’avvocato Corporente, ha deciso di presentare un ricorso al Tar Abruzzo per far accertare l’illegittima inerzia della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rispetto alla conclusione del procedimento di istituzione del Parco nazionale.

Il 15 dicembre 2025, con ordinanza collegiale, i giudici amministrativi hanno chiesto alla Regione Abruzzo di produrre entro 60 giorni una “dettagliata relazione sui fatti di causa, con cui si controdeduca sulle specifiche censure articolate in ricorso”, fissando per il 27 marzo 2026 una nuova camera di consiglio per giungere alla decisione. Nonostante il Tar fosse sul punto di dirimere la questione, il senatore di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, ha presentato un emendamento alla Legge di bilancio nazionale 2026”.

Secondo il Wwf “un tentativo per bloccare la nascita del Parco”, se si considera che l’emendamento cancella la nomina del Commissario e quindi il lavoro di perimetrazione del Parco portato avanti e concluso da De Dominicis. 

“Andremo avanti con il ricorso in tutte le sedi necessarie: Sigismondi si impegni a far rispettare una legge dello Stato”, ha concluso l’associazione. 

Anna Bontempo (Il Centro)

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