lunedì, Marzo 2

Terzo appuntamento con la collana Oltre il Distacco: Il rumore del pensiero

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Dopo aver esplorato nei primi due volumi della collana Oltre il Distacco i labirinti dell’assenza e le ombre dell’abbandono, in questo terzo racconto l’autrice, la prof.ssa Columbro Emma, ci conduce verso il distacco più difficile di tutti: quello da un’immagine di noi stessi che non ci appartiene. Se i racconti precedenti ci hanno insegnato a sopravvivere alla perdita, la storia di Claudia ci insegna a sopravvivere alla perfezione. Qui, il silenzio non è un vuoto da colmare, ma la melodia di una donna che smette finalmente di tradire se stessa per compiacere il mondo.
In questo 3 volume, il tema centrale è il superamento di un “rumore” opprimente — fatto di aspettative e obblighi sociali — per approdare a una nuova consapevolezza di sé. La narrazione si concentra sul percorso terapeutico di Claudia e sulla sua decisione finale di “lasciare andare l’ancora”, accettando la propria fragilità e il diritto di essere imperfetta.
Il rumore del silenzio non è una cronaca di fatti, ma il passaggio da un frastuono assordante a una musica nuova.
È il suono costante delle aspettative altrui. Un ticchettio mentale che le imponeva di essere l’incastro perfetto in ogni situazione: la figlia impeccabile, la professionista infallibile, l’amica che risolve tutto. Era un rumore fatto di “devo” e “bisogna”, un’armatura pesante che la soffocava mentre cercava di non deludere nessuno.
Le sedute con la neuropsichiatra sono state il luogo in cui Claudia ha imparato a smontare il rumore. Dietro quel vetro, ha capito che la perfezione era solo una prigione e che il suo dolore era il segnale che l’abito che indossava era troppo stretto per la sua anima.
La decisione di “lasciare andare l’ancora” è l’atto finale. Gettare il biglietto nel cestino significa smettere di cercare istruzioni per l’uso della propria vita.
È una donna che accetta la propria “linea spezzata”. Ha capito che la vera forza non è non cadere mai, ma avere il coraggio di essere imperfetta, volubile e imprevedibile. Non ha più paura di deludere gli altri perché ha smesso di tradire se stessa.

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