sabato, Marzo 7

Gita fuori porta alla scoperta dell’Abruzzo misterioso. La Morgia di Gessopalena: la forza di Sansone nella pietra

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In Abruzzo, tra vallate e montagne, si trova un luogo che unisce storia, mito e fed:  Gessopalena e la famosa Morgia, un masso imponente che domina la vallata e custodisce leggende antiche di forza sovrumana.

La tradizione popolare lega l’enorme blocco di roccia calcarea al personaggio biblico di Sansone. 

La leggenda vuole che il gigante prese il masso e, con un solo passo, lo portò da Palena fino a Gessopalena, posandolo nella posizione attuale. Si narra che alla base della roccia sia rimasta l’impronta del suo piede, simbolo tangibile della sua presenza, e che dalle sue azioni siano nate piccole sorgenti e corsi d’acqua che ancora oggi scorrono vicino al masso. Il luogo non viene visto solamente come una testimonianza della forza fisica di Sansone, ma anche un “sigillo magico”: si dice che chiunque provi a spostarla o a scalarla senza rispetto, percepisca un brivido improvviso, come se la roccia custodisse ancora l’energia del gigante. 

Secondo altre versioni la pietra sarebbe stata un altare pagano ancor prima dell’arrivo della leggenda biblica: luogo di riti antichi dedicati alla fertilità e alla rinascita della natura. 

Il luogo oltre il mito

La Morgia si trova lungo la strada tra Gessopalena e Torricella Peligna e si erge maestosa nel paesaggio, offrendo panorami mozzafiato sulla valle sottostante. Geologicamente, si tratta di un masso calcareo distaccatosi dalla Majella orientale e rotolato a valle nel corso dei millenni, ma la sua forma e posizione hanno ispirato secoli di racconti popolari e leggende.

Oggi è meta di escursionisti, appassionati di natura e amanti del folklore, che possono percorrere sentieri panoramici e sostare alla base del masso, immergendosi in un’atmosfera sospesa tra mito e realtà.

Nel mese di marzo nelle giornate di sole, alcune associazioni locali organizzano escursioni guidate alla Morgia, con narrazioni della leggenda di Sansone e momenti di contemplazione sotto la luce primaverile e tra un passo e l’altro potreste degustare un bicchiere di vino locale come il Vedovella di Pretalucente o il Nero Antico di Pretalucente, l’appellativo “pietra lucente” è quella dei cristalli di gesso, ben visibili nelle rocce del luogo. 

Alla prossima tappa… l’Abruzzo ha ancora molte storie da raccontare.

Laura Del Casale

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