lunedì, Marzo 9

Parto dolce, è la prima volta all’ospedale di Vasto

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Si chiama Gioele il primo bambino venuto alla luce all’ospedale di Vasto con la tecnica chirurgica del parto cesareo dolce. SI tratta di una procedura improntata all’umanizzazione, che mette in risalto l’esperienza della madre, del neonato e della famiglia, abbassando l’enfasi sull’intervento chirurgico e rendendo il parto più vicino a quello naturale.

A fare la differenza, fondamentalmente, è l’approccio proposto: si offre al papà, ammesso in sala operatoria, la possibilità di assistere alla nascita del figlio, e si permette al neonato di trovare da subito, sul torace della mamma, calore, conforto e nutrimento. Inoltre il cesareo dolce prevede un’estrazione lenta del feto, diversamente da quanto accade di norma, per dare al bambino la possibilità di adattarsi in maniera più graduale e fisiologica alla vita extrauterina.

Per rendere possibile questa nuova procedura, le équipes coinvolte  (chirurgica, ostetrica, anestesiologica e neonatologica) operano in modo coordinato, così da garantire la sicurezza della mamma e del bambino restituendo al contempo lo spazio necessario alla nascita.

A vivere questo primato a Vasto sono stati mamma Daniela e papà Saverio, che hanno espresso profonda gratitudine a tutti gli operatori che hanno permesso l’avvio di questa metodica, a partire dal Direttore dell’Ostetricia e Ginecologia Gabriele D’Egidio e dalla ginecologa Roberta Morelli, fautori di questo progetto, la coordinatrice ostetrica Filomena Carlucci, l’équipe anestesiologica diretta da  Giuseppina Gallo, la responsabile della Pediatria Patrizia Brindisino, le operatrici del Nido e tutto il personale infermieristico e ostetrico coinvolto.

“L’approccio dolce che abbiamo introdotto nei nostri ospedali – sottolinea il Direttore generale della Asl Mauro Palmierinon è un modo per incentivare il ricorso al parto cesareo. E’ un servizio aggiuntivo reso alle future mamme, un’opzione a disposizione delle donne per le quali tale procedura diventa la strada obbligata, che permette alla madre, e al papà o una persona di famiglia che lo desidera, di vedere il bambino nascere, oltre a favorire l’allattamento al seno, come raccomandato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

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