mercoledì, Marzo 11

I sindacati sulla Denso. “Servono più investimenti”

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La guerra in Iran acuisce le preoccupazioni per il futuro dei colossi industriali del Vastese. Ancora di più per la Denso , il colosso internazionale metalmeccanico che per fronteggiare la crisi automotive ha dovuto far ricorso agli ammortizzatori sociali.

” Gli ammortizzatori però stanno per finire “, sottolinea , Marco Laviano segretario della Fim Cisl. ” L’organico di Denso negli ultimi anni si è ridotto. La visita del presidente in Giappone non ha portato alcun riscontro. Credo che la questione Denso vada riportata prima possibile al tavolo ministeriale. E’ un passaggio fondamentale per mantenere attiva l’economia e la produzione di qualità in un momento di transizione dell’elettrico. Servono nuove soluzioni e investimenti “.

Nicola Manzi della Uilm .“Con la crisi europea dell’auto, siamo nel bel mezzo di una tempesta industriale perfetta”, afferma Manzi .”

Una tempesta che sta mettendo a dura prova due realtà industriali storiche abruzzesi, la Denso e la Pilkington. Con la guerra in Iran, ai noti problemi della Pilkington si aggiungono gli aumenti dei costi dell’energia a partire dal gas.
Sulla Denso la crisi dell’auto la stiamo pagando da tempo, l’azienda negli ultimi anni ha dimezzato l’organico, siamo passati da 1180 a circa 650 addetti. Da 4 anni il bilancio aziendale è sempre positivo.
Adesso però la proprietà giapponese deve dare seguito agli impegni assunti con sindacati e istituzioni sugli investimenti e portare lavoro a San Salvo. Lo stabilimento ha notevoli spazi disponibili e dipendenti con elevata professionalità per operare non solo nel settore dell’automotive. Portare lavoro questa è la nostra richiesta ai giapponesi. Urge dare continuità occupazionale e un futuro certo alla Denso di San Salvo”. Il rincaro dell’energia è quello che fa più paura . A confermarlo è Nicola Amicucci ( Fismic) .“Il rincaro dell’energia è la prima conseguenza di questa guerra scellerata . La paura e l’instabilità rispetto al futuro avranno con ogni probabilità conseguenze pesanti nei prossimi mesi soprattutto in termini di ordinativi . La situazione quindi è molto delicata e va seguita con attenzione dalle istituzioni “,

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