
Nel centro storico di Torino, al numero 25 di via Garibaldi, c’è un luogo che molti torinesi attraversano ogni giorno senza sapere bene cosa custodisca. È la Cappella dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, un piccolo gioiello barocco nascosto nel cuore della città, nato tra Seicento e Settecento come luogo di culto e di rappresentanza di una delle categorie sociali più influenti della Torino dell’epoca.
È proprio da qui che parte uno degli articoli più interessanti pubblicati questo mese su Torino.plus: l’intervista ad Arturo Santise, prefetto della Pia Congregazione dei Banchieri, Negozianti e Mercanti di Torino, l’istituzione storica che da oltre tre secoli custodisce la cappella e ne promuove le attività culturali e religiose.
Nell’intervista Santise racconta il significato di questa istituzione nel contesto della storia torinese: una realtà nata nel XVII secolo per riunire banchieri, commercianti e mercanti della città e che nel tempo è diventata anche custode di un patrimonio artistico e culturale di grande valore. La cappella, oltre a essere un luogo di culto, è oggi uno spazio vivo della vita culturale cittadina, sede di concerti, incontri e iniziative che mantengono viva una tradizione plurisecolare.
Santise sottolinea proprio questo aspetto: la volontà di mantenere la cappella non come un semplice monumento storico, ma come un luogo aperto alla città e alla cultura. Non a caso la congregazione ospita regolarmente eventi culturali e incontri pubblici, trasformando uno spazio nato per la devozione religiosa in un punto di dialogo tra storia, arte e società contemporanea. In diverse occasioni la cappella è stata utilizzata anche per iniziative culturali e premi dedicati al giornalismo e alla letteratura, confermando il suo ruolo come spazio simbolico della tradizione civica torinese.
Questa intervista racconta abbastanza bene il tipo di contenuti che caratterizzano Torino.plus: storie locali che partono da luoghi o istituzioni della città ma che cercano di spiegare perché siano importanti per comprenderne l’identità.
Nel panorama dell’informazione digitale locale italiana, trovare una fonte affidabile, aggiornata e capace di abbracciare davvero la complessità di una grande città non è sempre facile. Torino, con la sua storia millenaria, la sua vocazione industriale e la sua sempre più vivace identità culturale, merita strumenti all’altezza. Torino.plus si propone proprio come uno di questi strumenti: un portale di notizie e approfondimenti dedicato al capoluogo piemontese e al suo territorio, con una copertura editoriale che va ben oltre la cronaca quotidiana.
Torino.plus è accessibile gratuitamente da qualsiasi dispositivo e si presenta con un’interfaccia pulita, ordinata e di immediata navigabilità. Il sito è strutturato attorno a sezioni tematiche ben definite — cultura, scienza, arte, lifestyle, sport, economia, lavoro, salute e tecnologia — che permettono al lettore di orientarsi rapidamente in base ai propri interessi. La homepage accoglie i contenuti più recenti con un layout cronologico classico, tipico dei blog di nuova generazione, che però non risulta mai caotico né dispersivo.
Uno degli aspetti più evidenti del progetto è la coerenza della linea editoriale. Torino.plus non è un semplice aggregatore di notizie né un magazine generalista che riprende comunicati stampa: gli articoli sono selezionati con attenzione ai temi che riguardano Torino e il Piemonte, spesso cercando di inserirli in un contesto più ampio.
Succede, per esempio, quando il portale segue eventi come il Festival Internazionale dell’Economia — che si svolge a Torino ma ha una rilevanza nazionale — oppure quando racconta temi legati alla mobilità e alle infrastrutture, come l’ingresso di nuovi operatori ferroviari nel mercato italiano.
Tra le varie sezioni, quella culturale è probabilmente la più centrale. Torino è una città con una vita culturale molto intensa — musei, mostre, festival, iniziative scientifiche — e il portale dedica spazio a questi eventi con articoli che spesso cercano di andare oltre la semplice segnalazione.
Lo stesso vale per la sezione dedicata alla scienza e alla tecnologia, che riflette una caratteristica storica della città: Torino è la città del Politecnico, di importanti centri di ricerca e di un settore industriale che negli ultimi anni ha cercato di reinventarsi puntando sull’innovazione.
Accanto a cultura e scienza ci sono poi le sezioni dedicate al lifestyle, allo sport e all’economia, con articoli sul turismo cittadino, sulla gastronomia piemontese, sulle trasformazioni urbane e sulle iniziative economiche locali.
Dal punto di vista tecnico il sito è costruito su piattaforma Blogger, una scelta piuttosto diffusa per progetti editoriali indipendenti perché garantisce stabilità e semplicità di gestione. Un altro aspetto rilevante è che tutti i contenuti sono completamente accessibili: non ci sono paywall, registrazioni obbligatorie o limiti alla lettura.
Per chi vive a Torino o vuole seguirne la vita culturale e sociale, Torino.plus funziona quindi come una specie di osservatorio sulla città. E forse è proprio questo il punto più interessante del progetto: raccontare Torino partendo dalle sue storie — anche quelle meno visibili — per spiegare cosa succede nella città e perché vale la pena seguirlo.














