giovedì, Marzo 19

In Provincia di Chieti è sempre emergenza carceri

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Oggi in tutta Italia si celebra la Festa della Polizia Penitenziaria, giornata che ricorda ogni anno il lavoro e l’impegno del Corpo nella sicurezza e nel reinserimento sociale dei detenuti. In provincia di Chieti sono 223 gli agenti che si occupano di ben 553 detenuti spalmati fra Chieti, Lanciano e Vasto.

Stamane, in pagina provinciale, a firma di Paola Calvano, il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro ha pubblicato un ampio servizio.

I tre istituti penitenziari, si legge sul Centro,  sono molto diversi fra loro per tipologia e problemi connessi. A creare maggiori problemi è la Casa lavoro di Vasto.

A confermarlo è Mauro Nardella, segretario nazionale del Cnpp-Spp.
“Lanciano “, spiega Nardella “ ha una struttura impegnata nell’ambito del consortivismo mafioso . Al suo interno sono ristretti per lo più detenuti di con il 416 bis. I detenuti si dividono tra quelli ad Alta Sicurezza e quelli di cui alla sezione “zeta” riservata ai parenti dei collaboratori di giustizia.
Gli eventi critici si poggiano per lo più sul ritrovamento di dispositivi telefonici utilizzati dai detenuti in maniera fraudolenta per comunicare con l’esterno e portare quindi avanti i loro propositi criminali.Poche le aggressioni al personale”.
Dei tre istituti quindi è quello che, dopo Chieti , si regge su parametri abbastanza accettabili e di sicuro più tendenzialmente positivi.
“La Casa Circondariale di Chieti”, rimarca il segretario del Cnpp-Spp ” è l’unico istituto dei tre che possiede una sezione femminile. È proprio dalle 34 detenute recluse che arrivano, seppur relativamente, i maggiori problemi. Tale impostazione è data dalle caratteristiche umorali e comportamentali differenti che portano le stesse ad essere molto più esigenti rispetto alla categoria degli uomini. Dal punto di vista degli eventi critici è quella che annovera minori problemi rispetto a Lanciano e Vasto. Vasto rappresenta un po’ la maglia nera rispetto alle tre realtà considerate. Il motivo è da ricondurre alla presenza di una Casa Lavoro che tale non è per via dei numerosi soggetti psichiatrici che caratterizzano il vissuto degli internati che del lavoro dovrebbero farne la loro “medicina” ma che a lavoro non ci possono andare proprio perché incapaci di ragionare. Sono proprio gli internati a dare i maggiori problemi.
Non è un caso quindi che Vasto detenga il triste record degli eventi critici, ovvero delle aggressioni subìte dal personale ( una in media al mese) e dei poliziotti costretti a lunghi periodi riabilitativi rendendo così vano ogni sforzo fatto per recuperare il gap organico. La carenza dei sottufficiali produce effetti negativi.
L’arrivo del direttore Maria Lucia Avvantaggiato sta comunque rendendo migliore il clima.”

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