
“La decisione della Fimmg Abruzzo di interrompere la trattativa sull’Accordo integrativo regionale e proclamare lo stato di agitazione è un segnale gravissimo, che certifica ancora una volta il fallimento della Regione sul fronte della sanità territoriale e lo scollamento dalla realtà su cui incide anche il nuovo allarme della Fondazione Gimbe che per l’Abruzzo annuncia il rischio di ulteriori scoperture con il pensionamento di 237 medici entro il 2028”, dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci dopo l’annuncio del segretario regionale Fimmg Mauro Petrucci.
“Invece la Regione che fa? Conferma 12 milioni di tagli nel Programma Operativo e si nasconde dietro i vincoli del piano di rientro e il rischio commissariamento che loro stessi hanno provocato, scaricando sulle spalle dei medici di medicina generale e, di conseguenza, dei cittadini, il peso della propria inerzia – sottolinea Paolucci – . È particolarmente grave che anche di fronte alla disponibilità dimostrata dalla Fimmg, arrivata a proporre una soluzione con risorse addirittura identiche a quelle del lontano 2006 (venti anni fa), la Regione non sia stata in grado di chiudere un accordo fondamentale per il funzionamento della sanità territoriale. Inoltre l’Ente contabilizza un taglio in modo inaudito: conteggia gli assistiti iscritti e non gli assistitili utenti, introitando come risparmio la non-iscrizione di oltre 60.000 cittadini che non sono coperti da alcun medico di medicina generale, rendendo ancora più difficoltosa la copertura di questo servizio nelle aree interne. Stiamo dalla parte dei medici di medicina generale, che rappresentano il primo presidio sanitario per le comunità, soprattutto per le persone più fragili, gli anziani e chi vive nei territori più difficili. Senza un accordo aggiornato, senza strumenti organizzativi e senza un riequilibrio delle risorse tra ospedale e territorio, qualsiasi riforma resterà solo sulla carta. Il rischio concreto, come abbiamo tante volte denunciato – incalza Paolucci – è quello di compromettere l’attuazione del PNRR e del DM 77: Case della comunità, ospedali di comunità e integrazione tra servizi non possono funzionare senza il pieno coinvolgimento e la valorizzazione della medicina generale. La verità è che manca una visione. La Regione continua a non investire sul territorio, lasciando scoperto il livello di assistenza più vicino ai cittadini, mentre le liste d’attesa crescono e i pronto soccorso restano sotto pressione. Serve un cambio di passo immediato. La Regione riapra il confronto, dia risposte concrete e smetta di rinviare. Perché senza medici di base messi nelle condizioni di lavorare, a pagare saranno ancora una volta i cittadini abruzzesi”.














