
Riflettori puntati sul dissesto idrogeologico. Le intense piogge di questi giorni non hanno riportato alla ribalta solo le annose problematiche strutturali della città, ma anche la necessità di tutelare un territorio particolarmente fragile. E’ il caso di Montevecchio, la collina che degrada verso il mare, da sempre soggetta a dissesto idrogeologico. Molte le «zone rosse», cioè ad elevata pericolosità. Eppure negli anni sono stati costruiti complessi residenziali, strutture ricettive e villette appesantendo un territorio già fragile. In questi giorni di forti precipitazioni la situazione, stando a quanto raccontano alcuni residenti, si è aggravata.
“In via Croce di Montevecchio c’è una frana attiva e quando piove viene giù terriccio che, misto ad acqua, si trasforma in una pericolosa fanghiglia”, racconta un abitante della zona che denuncia la impraticabilità della strada per accedere alla propria abitazione. Il comune ha ottenuto di recente un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro – di cui 3.250.000 euro per Montevecchio – ma le opere di consolidamento, sebbene necessarie, da sole non risolvono il problema, ma servono solo a “mitigare” il rischio. A giocare un ruolo fondamentale è la prevenzione che si traduce nella necessità di non edificare in zone particolarmente fragili.
Nel 2022 la Regione Abruzzo, servizio difesa del suolo, ha invitato il comune di Vasto ad avviare le procedure di aggiornamento del Pai (piano di assetto idrogeologico) e le classi di pericolosità, e lo ha ribadito un anno dopo, nel 2023, dopo una serie di segnalazioni sul dissesto idrogeologico che si registra soprattutto nella parte alta di Montevecchio. Per poter procedere all’aggiornamento del piano di assetto idrogeologico l’amministrazione comunale ha dato incarico ad un tecnico, il geologo Luigi Di Totto, il quale ha riconsegnato la sua relazione circa due anni fa. Per il professionista sulla collina di Montevecchio dovrebbe essere apposto un vincolo di inedificabilità assoluta, invece si continua a costruire. Ed è proprio sulla edificazione della collina che pone l’accento il circolo del Vastese di Sinistra Italiana-Avs che attraverso il suo segretario Gigio D’Ercole mette in risalto un paradosso amministrativo.
“Bene i fondi contro il rischio idrogeologico a Vasto, ma siamo stanchi di un sindaco dottor Jeckyll e mister Hyde”, attacca D’Ercole,”la collina di Montevecchio è stata oggetto di uno studio geologico commissionato proprio dal comune che ne ha constatato l’estrema fragilità e suggeriva giustamente di impedire qualsiasi tipo di intervento urbanistico. Il versante verso il mare è già dichiarato zona rossa per rischio frane, ma paradossalmente il piano regolatore prevede ulteriori costruzioni andando ad appesantire con ancora più cemento la fragile collina. Un po’ come dottor Jeckyll e mister Hyde vediamo i due volti dell’amministrazione Menna. Da un lato abbiamo un sindaco responsabile capace di intercettare fondi per salvaguardare il territorio e i residenti dai rischi del dissesto idrogeologico. Dall’altro abbiamo un amministratore che fa l’ennesimo favore ai cementificatori alla faccia delle prescrizioni dei tecnici e del buon senso”.
Anna Bontempo (Il Centro)















