sabato, Aprile 4

Gita fuori porta alla scoperta dell’Abruzzo misterioso. Rocca Calascio: l’eco di un amore negato che veglia sulla rocca

Condividi

 

 

In Abruzzo, tra le montagne dell’Aquila, si erge Rocca Calascio, una delle rocche più alte d’Italia, testimone di epoche lontane e custode di storie dimenticate. Qui, tra le torri e le pietre antiche, si nasconde un racconto che ha attraversato secoli: la leggenda della contessa fantasma.

Si narra che nel tardo Medioevo una giovane contessa proveniente da una potente casata abruzzese fosse promessa in sposa a un signore di un feudo lontano. La ragazza — legata profondamente a queste montagne, alla rocca e ai pascoli selvaggi — non accettava quel destino imposto: il suo cuore apparteneva a un cavaliere semplice, molto  amato dagli abitanti del luogo.

Secondo la tradizione orale, proprio nella Rocca, la contessa trascorreva molte ore immersa nei suoi pensieri al tramonto, osservando le valli sottostanti e ascoltando il vento tra le pietre. Si dice che fosse solita passeggiare sui camminamenti, avvolta in un mantello bianco, che ricordava i ghiacci invernali e le nebbie mattutine del luogo. Le cronache popolari raccontano che, nel cuore della notte prima delle nozze, ella uscì dalle stanze del castello e si incamminò tra i camminamenti di pietra, dirigendosi verso il punto più alto della rocca. Là, con lo sguardo fisso sul cielo notturno e sulle montagne lontane, chiamò a gran voce il suo nome d’amore, sfidando la volontà degli uomini e il volere del destino.

In quel momento, una nebbia sottile avvolse la rocca e la contessa sparì, avvolta dallo stesso bianco delle sue vesti.

Un’altra versione del mito narra che la contessa non scomparve del tutto, ma venne trasformata in spirito guardiano della rocca: una presenza che veglia sulle pietre antiche, sui passanti solitari e sui sentieri della montagna, come se custodisse ancora il suo amore inespresso e la sua libertà negata.

Rocca Calascio si trova a 1.460 metri di altitudine, offrendo un panorama spettacolare sulle vallate circostanti e sul Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Le torri merlate, le mura in pietra calcarea e i camminamenti sospesi rendono la visita un’esperienza che combina storia, architettura e natura, perfetta per chi ama passeggiate suggestive e scenari fotografici mozzafiato.

Il borgo e la rocca sono accessibili tramite sentieri panoramici, che in primavera si colorano di fiori e profumi di erbe selvatiche, rendendo l’esperienza ancora più magica.

Durante le escursioni tra le torri antiche e le pietre silenziose, le nebbia potrebbe raggiungervi per sussurravi racconti di amori perduti.

Alla prossima tappa… l’Abruzzo ha ancora molte storie da raccontare.

Laura Del Casale

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.