
In Abruzzo, tra le montagne dell’Aquila, si erge Rocca Calascio, una delle rocche più alte d’Italia, testimone di epoche lontane e custode di storie dimenticate. Qui, tra le torri e le pietre antiche, si nasconde un racconto che ha attraversato secoli: la leggenda della contessa fantasma.
Si narra che nel tardo Medioevo una giovane contessa proveniente da una potente casata abruzzese fosse promessa in sposa a un signore di un feudo lontano. La ragazza — legata profondamente a queste montagne, alla rocca e ai pascoli selvaggi — non accettava quel destino imposto: il suo cuore apparteneva a un cavaliere semplice, molto amato dagli abitanti del luogo.
Secondo la tradizione orale, proprio nella Rocca, la contessa trascorreva molte ore immersa nei suoi pensieri al tramonto, osservando le valli sottostanti e ascoltando il vento tra le pietre. Si dice che fosse solita passeggiare sui camminamenti, avvolta in un mantello bianco, che ricordava i ghiacci invernali e le nebbie mattutine del luogo. Le cronache popolari raccontano che, nel cuore della notte prima delle nozze, ella uscì dalle stanze del castello e si incamminò tra i camminamenti di pietra, dirigendosi verso il punto più alto della rocca. Là, con lo sguardo fisso sul cielo notturno e sulle montagne lontane, chiamò a gran voce il suo nome d’amore, sfidando la volontà degli uomini e il volere del destino.
In quel momento, una nebbia sottile avvolse la rocca e la contessa sparì, avvolta dallo stesso bianco delle sue vesti.
Un’altra versione del mito narra che la contessa non scomparve del tutto, ma venne trasformata in spirito guardiano della rocca: una presenza che veglia sulle pietre antiche, sui passanti solitari e sui sentieri della montagna, come se custodisse ancora il suo amore inespresso e la sua libertà negata.
Rocca Calascio si trova a 1.460 metri di altitudine, offrendo un panorama spettacolare sulle vallate circostanti e sul Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Le torri merlate, le mura in pietra calcarea e i camminamenti sospesi rendono la visita un’esperienza che combina storia, architettura e natura, perfetta per chi ama passeggiate suggestive e scenari fotografici mozzafiato.
Il borgo e la rocca sono accessibili tramite sentieri panoramici, che in primavera si colorano di fiori e profumi di erbe selvatiche, rendendo l’esperienza ancora più magica.
Durante le escursioni tra le torri antiche e le pietre silenziose, le nebbia potrebbe raggiungervi per sussurravi racconti di amori perduti.
Alla prossima tappa… l’Abruzzo ha ancora molte storie da raccontare.
Laura Del Casale















