
Le attività culturali dell’ACM Vasto (Associazione di Competenze Multidisciplinari) riprenderanno, per il corrente anno, Domenica 12 aprile 2026 alle ore 17.00 presso la sala Pinacoteca di Palazzo d’Avalos della Città del Vasto con la presentazione del libro “Un Italiano a Praga.”
L’evento sarà condotto e moderato dal Presidente ACM Carlo Viggiano, mentre toccherà all’Assessore alla Cultura e Turismo Nicola Della Gatta portare i saluti dell’Amministrazione Comunale della Città del Vasto, che ha patrocinato l’evento, alla pianista Elena Riolo il compito di suonare al piano melodie del compositore Smetana compositore di nazionalità ceca, noto soprattutto per il ciclo di poemi sinfonici Má vlast (La mia patria), che include La Moldava. a seguire : Bach Preludio in do maggiore; Beethoven Chiaro di luna; Morricone Cinema Paradiso; Einaudi: Nuvole Bianche. ed infine all’attrice Franca Sciarretta l’onere di declarare (da par suo) alcuni brevi ma significativi passi del libro di Enzo Mancini.
Premessa
C’è un modo di raccontare le città che va oltre la semplice descrizione dei luoghi. È un modo fatto di esperienza vissuta, di stratificazioni culturali e di sguardi profondi. È proprio questo l’approccio che emerge dalla presentazione del libro “Un italiano a Praga, cronache e storie” di Enzo Mancini, un’opera che si distingue nel panorama editoriale contemporaneo per intensità narrativa e spessore umano.
L’autore: una vita tra architettura e visione
Diplomato al Liceo Classico “G. D’Annunzio” di Pescara, Mancini si forma inizialmente in architettura e urbanistica, conseguendo l’abilitazione professionale a Firenze. Dopo aver vinto una borsa di studio presso la Facoltà di Architettura di Pescara, sceglie di intraprendere un percorso professionale internazionale che lo porterà a lavorare tra Milano, Lussemburgo e infine Praga.
Proprio nella capitale ceca, cuore simbolico dell’Europa centrale, Mancini assume ruoli di grande responsabilità nella progettazione di importanti immobili, tra cui il complesso “Pzo Kovo”. Non si tratta dunque di un autore occasionale, ma di un professionista che ha vissuto la città in profondità, intrecciando esperienza lavorativa e immersione culturale.
La sua biografia diventa così parte integrante della sua scrittura: uno sguardo tecnico che si apre alla dimensione emotiva, una sensibilità progettuale che si trasforma in narrazione.
Il libro: una città che diventa anima
Un italiano a Praga non è una guida turistica né un semplice diario di viaggio. È piuttosto un mosaico di cronache e memorie, una narrazione che trasforma Praga in un organismo vivo, complesso e contraddittorio.
La città emerge come un luogo doppio: elegante e oscura, razionale e misteriosa, visibile e nascosta. Mancini invita il lettore a superare la superficie delle architetture per coglierne le risonanze interiori. Le strade, i ponti, le biblioteche e gli antiquari diventano spazi simbolici, carichi di memoria e significato.
Ciò che colpisce è la capacità dell’autore di fondere esperienza personale e immaginazione collettiva. Praga non è soltanto un luogo geografico, ma un laboratorio emotivo dove si sedimentano le tensioni della cultura europea.
Uno sguardo unico: tra tecnica e poesia
La formazione di Mancini come architetto e ingegnere conferisce al testo una prospettiva originale. Il suo sguardo coglie proporzioni, linguaggi urbani e trasformazioni storiche, ma non si limita all’analisi tecnica: la arricchisce di suggestioni, ricordi e riflessioni.
Le biblioteche diventano luoghi dell’anima, i teatri spazi di risonanza, gli oggetti dimenticati custodi di storie silenziose. Il risultato è una “cronaca poetica” che trasfigura la realtà senza mai perdere il contatto con essa.
Un libro contro la superficialità
In un’epoca dominata da contenuti rapidi e consumabili, Un italiano a Praga si propone come un invito alla lentezza. Non offre itinerari né consigli pratici, ma insegna a osservare, ad ascoltare, a sostare.
Mancini ci ricorda che le città non sono oggetti da consumare, ma mondi da abitare. La sua opera diventa così un piccolo manifesto culturale: un richiamo alla profondità, alla contemplazione attiva, alla ricerca di significati nascosti.
Un ponte tra culture
Far conoscere questo libro significa anche valorizzare il dialogo tra mondi diversi. Il racconto di un italiano a Praga diventa un ponte tra identità, un incontro tra cultura italiana e mitteleuropea.
La città si trasforma in metafora dell’esperienza umana: un luogo dove convivono il desiderio di apparire e quello di nascondersi, la luce e l’ombra, la storia visibile e quella sotterranea. In questa tensione universale ogni lettore può riconoscersi.
Un’opera da scoprire
Pubblicato da Volturnia Edizioni nel 2022 e già giunto alla seconda edizione, il libro ha trovato spazio anche nella Biblioteca Nazionale di Praga, nel settore “Praghensia”.Un riconoscimento che ne conferma il valore culturale.
Un italiano a Praga è una lettura che richiede tempo, attenzione e sensibilità. È un viaggio che non si esaurisce nelle pagine, ma continua nello sguardo del lettore.
Per chi ama la letteratura capace di unire introspezione, arte e memoria, l’opera di Enzo Mancini rappresenta un’esperienza autentica e preziosa. Un libro che non si limita a raccontare una città, ma la trasforma in uno specchio dell’anima.
Carlo Viggiano















