giovedì, Aprile 9

Dissesto, da anni i residenti della collina di Montevecchio chiedono interventi. E a San Michele arrivano i sensori

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Alcuni smottamenti di terreno hanno reso impraticabile un tratto di via Croce di Montevecchio, in corrispondenza dell’accesso ad una palazzina che si trova in uno dei punti più alti della collina. Le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno trasformato la  strada – sterrata,  piena di buche e in forte pendenza –  in un sentiero scivoloso, percorribile solo con gli stivaloni.

Ieri mattina, su segnalazione di un residente, Roberto Guarniero, c’è stato un sopralluogo dei vigili del fuoco che hanno escluso un pericolo imminente per le persone e le abitazioni. Restano i disagi per chi vive da quelle parti e che da anni chiede interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico che interessa la collina di Montevecchio, zona della città notoriamente soggetta a fenomeni franosi nella parte più alta, al punto che la Regione ha chiesto l’aggiornamento del Pai (piano di assetto idrogeologico) e quindi delle classi di pericolosità. 

“E’ dal 2017 che vengono segnalati continui smottamenti dei terreni a monte di proprietà di una società”, spiega Guarniero, “ le piogge provocano regolarmente l’invasione del piazzale antistante la mia abitazione con terra e detriti, rendendo l’accesso impercorribile in sicurezza. Nel 2023, nel 2025 e nel marzo 2026 nuove frane hanno ostruito l’accesso e causato infiltrazioni d’acqua con nuove crepe nell’immobile. Il passaggio è particolarmente pericoloso per persone con disabilità e gli stessi operai della Pulchra hanno più volte lamentato difficoltà di accesso e rischio di ribaltamento del mezzo durante il ritiro dei rifiuti”.

I residenti hanno inviato numerose Pec al Comune, esposti e denunce, “ma nonostante sopralluoghi, perizie geologiche e sollecitazioni”, annotano, “non risultano interventi di consolidamento, drenaggio o ordinanze contingibili ed urgenti nei confronti dei proprietari dei terreni a monte”. 

Intanto ieri mattina c’è stato un sopralluogo lungo il costone di via San Michele dove il 2 aprile scorso sono state evacuate, a causa di alcuni movimenti franosi innescati dalle forti piogge, due palazzine. Le verifiche sono state effettuate dagli addetti di una società specializzata unitamente ai tecnici comunali e all’assessore Alessandro D’Elisa.  

“Abbiamo effettuato un sopralluogo sul corpo centrale della frana e sui due fabbricati per capire dove installare i sensori in maniera tale da accertare se si verificano movimenti del terreno”, dice D’Elisa, “riguardo alla tempistica posso dire che nel giro di una settimana verrà affidato l’incarico e verranno installati i sensori. Se i dati saranno confortanti le famiglie evacuate potranno tornare nelle loro abitazioni”. Ovviamente non c’è ancora una data, tutto dipenderà dall’esito del monitoraggio. 

Le palazzine interessate allo scivolamento del terreno sono quelle dei numeri civici 67, 71 e 83. Sono state evacuate, in esecuzione di una ordinanza contingibile ed urgente firmata dal sindaco Francesco Menna, in quanto “potenzialmente esposte al rischio di interessamento di fenomeni franosi, con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica  e privata”.

Nel 2004 il costone di via San Michele, insieme a tutto il versante orientale della città,  è stato oggetto di opere di consolidamento grazie ad un finanziamento di sei milioni di euro. 

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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