mercoledì, Novembre 4

Casalbordino, il valore della memoria, il sacrificio di chi ha servito la Patria

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Il ricordo di chi ha perso la vita servendo il proprio Paese rappresenta un patrimonio di valori che non può essere dimenticato. Tra le pagine più significative di questa memoria c’è anche il sacrificio di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci,  i quattro militari italiani che hanno perso la vita in Bosnia-Erzegovina durante una missione di pace.  La corona d’alloro ai Caduti è stata deposta dal sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, accompagnato dal presidente Di Pietro Antonio dell’Associazione Combattenti, dalle autorità militari locali e dalle scolaresche del territorio.

Quattro nomi, quattro storie e un destino accomunato dalla scelta di servire gli altri. Il loro sacrificio richiama l’importanza del ruolo svolto quotidianamente da donne e uomini in uniforme, impegnati nella tutela della sicurezza, della libertà e della pace, anche in contesti difficili e lontani dal territorio nazionale.

A sottolineare il valore di questa memoria è anche il mondo del volontariato di Protezione Civile, che riconosce nel servizio, nella responsabilità e nella solidarietà i principi fondamentali della propria attività. Valori che si traducono ogni giorno in un impegno concreto a favore delle comunità e delle persone più vulnerabili.

Il pensiero va a tutti coloro che hanno servito e continuano a servire l’Italia, spesso lontano dai riflettori, mettendo professionalità, competenze e, in alcuni casi, la propria vita al servizio della collettività. Perché dietro ogni uniforme non c’è soltanto un ruolo istituzionale, ma una persona, una famiglia e una storia. Ricordarle significa riconoscere il valore del loro impegno e trasmetterne l’esempio alle generazioni future.

Onorare il passato, rispettare il presente e custodire la memoria: un dovere civile che non deve conoscere il tempo.

Enzo Dossi

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