
Due nuovi e consistenti agglomerati urbani a sud-ovest (Sant’Antonio Abate) e a nord (via del Porto) della città. Sono i Piani di area comunali: due strumenti urbanistici che consentiranno di edificare nuove abitazioni fino a un’altezza massima di 7 metri e mezzo, da immettere nel mercato edilizio. E se per l’assessore alla pianificazione territoriale, Alessandro D’Elisa si tratta di “interventi leggeri e poco impattanti” che permetteranno di dotare alcune zone di infrastrutture mancanti, per l’associazione Konsumer Italia, con sede a Vasto, ci sarà ulteriore consumo di suolo in una città che ha una percentuale (14,9%) significativamente al di sopra della media regionale e nazionale.
“Il dato sul consumo di suolo impone una seria riflessione sulle politiche di espansione urbana e sulla sostenibilità ambientale e sociale delle scelte future”, sottolinea l’avvocato Alessandro Scampoli, referente della Konsumer di Vasto, secondo il quale “è ormai improcrastinabile una revisione complessiva del piano regolatore generale, strumento che risulta vecchio di decenni e non più pienamente rispondente alle reali esigenze della città”.
L’associazione di consumatori invita l’amministrazione a rimettere in discussione l’estensione delle aree edificabili, orientando le politiche urbanistiche verso il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, piuttosto che verso un’ulteriore espansione. Chiede inoltre che venga attivato il tavolo per l’ambiente e che vengano coinvolti “in maniera attiva e strutturata tutti gli stakeholder interessati, a partire dalle associazioni ambientaliste, dai comitati civici, dagli ordini professionali e dalle realtà del territorio, promuovendo una partecipazione diffusa e consapevole alle scelte comunali in materia urbanistica e ambientale”.
All’assessore D’Elisa piace invece rimarcare gli aspetti positivi.
“Sono strumenti urbanistici che ci consentiranno di avere maggiori servizi e quartieri più vivibili”, spiega il delegato alla pianificazione territoriale, “mi riferisco alle aree verdi, ai parcheggi, alle piste ciclabili. Si tratta di interventi leggeri e poco impattanti visto che l’altezza massima prevista per le abitazioni è di 7 metri e mezzo. Prevedono la realizzazione delle opere primarie e la cessione al Comune del 34% delle aree”.
I tempi sono stretti, anzi strettissimi. I Piani di area comunali devono essere adottati, per legge, entro giugno 2026, così come previsto dalla legge regionale.
“Sono previsioni urbanistiche del piano regolatore vigente che è stato varato 25 anni fa dal centrodestra”, conclude D’Elisa. Uno strumento di pianificazione molto criticato dall’attuale maggioranza di centrosinistra che, pur amministrando da vent’anni, non ha mai messo mano alla variante.
Anna Bontempo (Il Centro)














