
Il 26 gennaio Semplice cliente, il nuovo film di Alessio De Leonardis, verrà proiettato al Multicinema Arca di Spoltore, inserendosi in un più ampio percorso di distribuzione nazionale che riporta sul grande schermo una delle vicende più singolari e stratificate della memoria popolare italiana. Il docufilm si propone come un’opera capace di restituire dignità narrativa e spessore umano a una figura rimasta per decenni impressa nell’immaginario collettivo quasi esclusivamente attraverso la lente della comicità. Il film si muove con passo misurato lungo un confine sottile, in equilibrio tra ironia e malinconia, tra osservazione del costume e riflessione sulla memoria condivisa.
Attraverso materiali d’archivio, testimonianze e una costruzione narrativa attenta, De Leonardis compone il ritratto di un uomo che, senza alcuna intenzione di diventare un personaggio pubblico, riuscì a far ridere un Paese intero e, proprio per questo, a raccontarne l’anima con una forza forse superiore a quella di molti interpreti consapevoli del proprio tempo. L’origine di tutto è una telefonata, un gesto minimo e quotidiano destinato a produrre conseguenze imprevedibili. Un apparecchio che squilla, una voce all’altro capo del filo che risponde con fermezza e irritazione: «No, so’ Magnotta».
Da quell’istante prende forma lo scherzo della lavatrice, destinato a diventare la burla telefonica più celebre della storia italiana, un episodio capace di attraversare oltre quarant’anni di cultura popolare e di anticipare, con sorprendente lucidità, le dinamiche della viralità contemporanea. Eppure, dietro quella voce ormai proverbiale, si nascondeva una persona ben lontana dall’idea di notorietà. Mario Magnotta era un bidello di un istituto tecnico dell’Aquila, un uomo schietto, sanguigno, profondamente legato alla propria quotidianità. La registrazione di quella telefonata, realizzata per gioco da due ex studenti, trasformò improvvisamente la sua vita in materia di racconto collettivo. Le cassette audio cominciarono a circolare in modo capillare e incontrollato, passando di mano in mano, attraversando bar, caserme, automobili e radio libere, fino a raggiungere ogni angolo del Paese e a fissarsi nella memoria di più generazioni.
Quella che per Magnotta doveva essere una semplice incombenza domestica — l’acquisto di una lavatrice — si trasformò così in un evento destinato a entrare nella storia del costume nazionale. Il film ripercorre questa parabola con uno sguardo attento e partecipe, restituendo complessità a una figura troppo spesso ridotta a caricatura. A distanza di quarant’anni, Semplice cliente rilegge quella vicenda come la storia di un uomo comune divenuto, suo malgrado, simbolo di un’epoca, pioniere inconsapevole della viralità italiana e testimone di un modo di comunicare ormai scomparso. Ne emerge un racconto che va oltre la semplice nostalgia, capace di interrogare lo spettatore sul rapporto tra individuo e massa, tra intimità e esposizione pubblica, tra risata e dolore. La voce che fece ridere l’Italia torna oggi a farsi ascoltare con una nuova consapevolezza, rivelando ciò che per anni è rimasto sullo sfondo: la fragilità, l’umanità e la resistenza silenziosa di un uomo che non cercava di essere ricordato, ma che il tempo ha trasformato in leggenda.
Dante Andrea Amicarelli














