
In città ci sono 9.400 abitazioni vuote. Dati Istat del 2021 (non sono disponibili dati più recenti) indicano che oltre il 35% degli alloggi disponibili, riferibili a seconde case, risulta non occupato. Eppure si continua a costruire. E’ di questi giorni la notizia dei due Piani di area previsti a sud-ovest (San’Antonio Abate) e a nord (Incoronata) dell’abitato.
Strumenti urbanistici che consentiranno di edificare nuove abitazioni fino a un’altezza massima di 7 metri e mezzo, da immettere nel mercato edilizio.
L’associazione Konsumer Italia, sede di Vasto, chiede “dati concreti e verificabili: estensione delle aree coinvolte, tempi di realizzazione, eventuali future coperture finanziarie e modalità di gestione dei servizi e reale incidenza sul consumo di suolo”.
“Vasto è tra le prime città in Abruzzo per consumo di suolo”, ricorda l’avvocato Alessandro Scampoli, referente dell’associazione, “con una percentuale che si attesta intorno al 14,9%, un dato che impone prudenza e una visione urbanistica orientata alla sostenibilità. A questo si aggiungono le statistiche ISTAT su dati del 2021 che indicano la presenza in città di circa 9.400 abitazioni vuote, oltre il 35% delle abitazioni risulta non occupato. Un numero che solleva seri dubbi sulla necessità di nuova edificazione e rafforza la richiesta di puntare su recupero e riqualificazione dell’esistente”.
Konsumer Italia ribadisce la necessità di “una maggiore tutela del territorio e della qualità della vita dei cittadini, rinnovando l’invito all’amministrazione comunale a coinvolgere in modo attivo e strutturato tutti i soggetti portatori di interessi – associazioni, comitati, ordini professionali e realtà del territorio – prima dell’approvazione definitiva dei Piani d’area”.
Anna Bontempo (Il Centro)














