domenica, Febbraio 8

Tra comicità e memoria civile: “Morte accidentale di un anarchico” al Teatro Cavour

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Il 7 febbraio il Teatro Cavour di Pescara ha ospitato “Morte accidentale di un anarchico”, celebre testo di Dario Fo e Franca Rame, portato in scena dalla compagnia teatrale indipendente torinese Eleftherìa. Uno spettacolo che conferma, a distanza di oltre cinquant’anni dalla sua prima rappresentazione, una forza satirica e politica ancora sorprendentemente viva. Scritta all’inizio degli anni Settanta, la commedia trae spunto dalla tragica morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, avvenuta il 15 dicembre 1969 durante un interrogatorio nella questura di Milano, in seguito alla strage di Piazza Fontana.

Un evento che la versione ufficiale archiviò come conseguenza di un “malore attivo”, formula divenuta nel tempo emblema di ambiguità e rimozione. Fo e Rame, a un solo anno dai fatti, trasformano quella vicenda in materia teatrale, scegliendo l’arma della farsa per smascherare le contraddizioni del potere. Morte accidentale di un anarchico è una commedia in due atti che utilizza il grottesco, il paradosso e l’eccesso comico per rivelare menzogne, omissioni e meccanismi di manipolazione istituzionale.

Il linguaggio giullaresco, travolgente e irriverente, non attenua la portata della denuncia, ma anzi la rende più incisiva, coinvolgendo lo spettatore in una risata che è anche presa di coscienza. La regia dello spettacolo è firmata da Claudio Destino e Federica Tucci, che curano anche scenografie e costumi. In scena si alternano gli attori Claudio Destino, Simone Ricci, Vincenzo Leone, Francesco Savarino e Beatrice Frattini, dando vita a un ritmo serrato e a personaggi volutamente caricaturali.

Le musiche, selezionate da Claudio Destino e arrangiate da Marcello Coco, accompagnano la narrazione insieme a un disegno luci essenziale ed efficace, anch’esso curato da Coco. La produzione ha debuttato a Torino il 4 aprile 2025, per poi proseguire nello stesso mese con repliche a Rivalta di Torino, Genova, Bologna e Forlì. Nei mesi di settembre e ottobre lo spettacolo è approdato a Roma, Buriasco e Bari, costruendo un percorso di tournée che testimonia l’interesse e la partecipazione del pubblico. Ciò che rende il testo di Fo e Rame ancora profondamente attuale è la sua capacità di parlare al presente. Le cosiddette “morti accidentali” continuano a essere accompagnate, anche oggi, da vuoti informativi, versioni ufficiali incoerenti, atti giudiziari discutibili e testimonianze opache.

La commedia richiama l’attenzione su queste dinamiche ricorrenti e invita a non accettare passivamente le verità confezionate. Con lucida e provocatoria genialità, Morte accidentale di un anarchico si fa monito civile: mette in guardia contro l’abitudine alla rassegnazione, mostrando come il potere sappia gestire lo scandalo, amministrare il dolore collettivo, indirizzare l’indignazione e costruire narrazioni funzionali. Un teatro che fa ridere, ma soprattutto pensare, e che continua a interrogare lo spettatore sul rapporto tra verità, giustizia e informazione.
Dante Andrea Amicarelli

 

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