martedì, Febbraio 10

Alla Bit di Milano parte la scommessa dell’Abruzzo sull’enogastronomia

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Parte dall’enogastronomia la BIT 2026 della Regione Abruzzo, presente alla fiera di Milano Rho con uno stand organizzato e allestito con le Camere di commercio regionali. Uno dei motori che sta trainando la macchina del turismo regionale è al centro della promozione perché esalta più di tutti uno degli asset del prodotto legato al turismo lento. Per fare questo c’è una ambasciatrice d’eccezione: Francesca Caldarelli con la quale la Regione ha voluto stringere un legame sotto il segno della promozione delle ricchezze enogastronomiche regionali.

“Quello dell’enogastronomia – ha detto Daniele D’Amario nell’evento di apertura della BIT allo stand Abruzzo – è un settore che sul mercato turistico riesce a fare la differenza, ma bisogna essere bravi a comunicare, a promuovere il territorio e i suoi prodotti. Su questa linea si muove la promozione che la Regione da qualche anno a questa parte sta portando avanti. I risultati sull’affluenza turistica sembrano dire che abbiamo imboccato la strada giusta, che il turismo lento legato all’enogastronomia, quello delle aree verdi e dei Parchi naturalistici in questo momento aggredisce meglio il mercato rispondendo alla domanda italiana e estera. Su questo l’Abruzzo ha molto da dire, per questo abbiamo voluto scegliere dei promotori, veri e proprio ambasciatori, in grado di raccontare la nostra terra”.

E proprio alla BIT il “battesimo” di Francesca Caldarelli, ambasciatrice nominata dal Consiglio regionale, che su tutti i canali di comunicazione, dai social alla televisione, racconterà l’Abruzzo del gusto e della cucina. A Milano Francesca Caldarelli ha parlato di una regione che sotto questo aspetto stimola curiosità di tutti i mercati.

“L’Abruzzo ha un potenziale che non può essere sottovalutato – ha detto Francesca Caldarelli -, ma noi abbiamo il dovere di mettere in rete e a regime protocolli comunicativi che siano in grado di raccontare appieno la storia e le tradizioni dei territori e il legame con il cibo. Nell’anno della proclamazione della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’Unesco, è il momento che il valore e l’originalità della cucina abruzzese vengano valorizzati”.

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