
Fratelli d’Italia non riesce a fare sintesi sui nomi dei quattro sindaci che avevano dato la loro disponibilità alla candidatura di presidente alle elezioni provinciali del 15 marzo e ne sceglie un quinto a sorpresa. E’ Angelo Di Nardo, sindaco di Ortona, il nominativo che viene sottoposto oggi agli amministratori del centrodestra nel corso della riunione in programma a Villa Medici di Lanciano alle 9.30. Un nome a sorpresa venuto fuori nelle ultime ore, dopo serrate interlocuzioni portate avanti dal segretario regionale di Fdi, Etelwardo Sigismondi, alle prese con una serie di fibrillazioni interne. Di Nardo, infatti, non fa parte della rosa dei nomi stilata durante la riunione di domenica scorsa, di cui quattro espressione di Fratelli d’Italia. Sono Antonio Tavani, Mimmo Budano, Catia Di Fabio e Massimo Berghella, rispettivamente sindaci di Fara San Martino, Villalfonsina, Monteodorisio e Treglio e gli altri due in quota all’Udc (Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia ) e ad un nuovo movimento “Sud chiama nord” (Nino Di Fonso, primo cittadino di Torino di Sangro).
Non avendo trovato la quadra al suo interno sui quattro sindaci che avevano dato inizialmente la disponibilità e dopo aver preso atto anche dei toni accesi emersi durante una delle ultime riunioni, l’esecutivo provinciale di Fratelli d’Italia ha deciso di delegare Sigismondi. La scelta del senatore è ricaduta su Di Nardo, sindaco di Ortona dal 10 giugno 2025, appoggiato da Fdi e da tre liste civiche (ma con Forza Italia e Lega all’opposizione), il quale si è messo a disposizione per spirito di servizio e di appartenenza.
Spetta quindi ai sindaci del centrodestra decidere chi tra i tre nominativi sul tavolo – Di Nardo, Di Giuseppantonio e Di Fonso – sarà lo sfidante del presidente uscente Francesco Menna (Pd). La coalizione parte svantaggiata, con circa 5mila voti in meno rispetto al centrosinistra. Essendo elezioni di secondo livello, cioè non votano i cittadini ma i sindaci e i consiglieri comunali dei 104 comuni interessati, a “pesare” sono i voti dei comuni più grandi come Chieti, Vasto e Francavilla al mare, tutti amministrati dal centrosinistra. E anche se sulla ricandidatura di Menna ci sono forti mal di pancia, soprattutto in casa socialista e Apv (Alleanza verdi- Sinistra), sarà molto difficile per il centrodestra vincere le elezioni, soprattutto se non c’è compattezza. L’ultimo presidente della Provincia di area è stato Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e segretario regionale dell’Udc, che è stato alla guida dell’ente dal 2009 al 2014 (anno in cui è entrata in vigore la riforma Delrio).
Oggi in ogni caso dal tavolo dovrebbe uscire il nome del candidato presidente del centrodestra. Il tempo stringe: le candidature e le liste devono essere presentate all’ufficio elettorale – costituito nella sede principale dell’ente – dalle ore 8 alle ore 20 di domenica 22 febbraio e dalle ore 8 alle ore 12 di lunedì 23 febbraio. I 104 comuni interessati sono suddivisi in cinque fasce, ognuna con un peso ponderato differente: centri con popolazione fino a 3.000 abitanti; centri con popolazione da 3.000 a 5.000 abitanti, centri con popolazione da 5.000 a 10.000 abitanti, centri con popolazione da 10.000 a 30.000 abitanti, centri con popolazione da 30.000 a 100.000 abitanti. Domenica 15 marzo non si vota solo per il presidente, ma anche per eleggere l’intero consiglio provinciale. Nella precedente tornata elettorale del 21 dicembre 2023, svoltasi per il rinnovo del solo consiglio, l’affluenza fu pari al 68,7%: si recarono al voto 858 elettori sui 1.249 aventi diritto.
Anna Bontempo (Il Centro)














