lunedì, Marzo 2

Il Senatore Sigismondi: “Parco della costa teatina fantasma? Il mio emendamento lo salva”

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 “Se dopo 25 anni il Parco non è ancora realtà,  è evidente che qualcosa non ha funzionato. Il mio emendamento alla legge di Bilancio 2026 vuole rappresentare  una opportunità per riprendere l’iter e non l’ennesimo terreno di scontro”. 

Il senatore Etelwardo  Sigismondi spiega stamane al quotidiano dell’Abruzzo Il Centro la sua posizione  dopo la  conferenza stampa tenuta sabato mattina dal Wwf, che ha intravisto nella iniziativa dell’esponente di Fratelli d’Italia un tentativo per “boicottare”  il Parco istituito nel 2001. 

Perché l’emendamento arriva solo oggi dopo il ricorso al Tar del Wwf contro l’inerzia della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza? 

“Nessuno vuole boicottare il Parco: ritengo che il mio emendamento possa essere una opportunità per riprendere l’iter. Non bisogna incentivare lo scontro.  Qualcuno ha voluto dare al mio emendamento una lettura diversa dallo spirito che lo sottende. Bisogna interrogarsi invece su che cosa non ha funzionato. Nessuno si è chiesto in cosa si è sbagliato? Il Parco è  stato  una imposizione ideologica, non è stato condiviso, è arrivato prima che si fosse deciso cosa tutelare.  Ho avuto un confronto con gli amministratori locali e con le associazioni ambientaliste e mi sono reso conto che c’è una possibilità di dialogo. Ecco  il mio emendamento và in quella direzione, Se non viene colto questo aspetto,  ma viene preso a pretesto per attaccare il senatore Sigismondi si sta commettendo l’ennesimo errore”.  

Lei però è sempre stato contrario al Parco…

“Nonostante sia stato sempre contrario al Parco, prendo atto che c’è un percorso iniziato da 25 anni. Non ho presentato una norma soppressiva, cosa che avrei potuto fare, ma ho cercato di rimuovere gli ostacoli. Il mio emendamento si fonda su tre aspetti:  la revisione del percorso amministrativo, inclusa la nomina del Commissario ad acta e il lavoro di perimetrazione, il protagonismo dei sindaci e una nuova denominazione: Parco nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. Credo che si possa raggiungere il risultato se riusciamo a fare un percorso condiviso. Non è vero quello che dice il Wwf: in questi anni il Parco non è stato fermo, si è preso atto che il commissario ha esaurito in maniera infruttuosa il proprio ruolo, dal momento che la sua perimetrazione non è mai stata approvata. L’idea che qualche associazione ambientalista ha di far istituire il Parco con una sentenza sarebbe a mio avviso l’ennesimo errore”. 

Perché dopo un quarto di secolo il Parco non c’è ancora? 

“In  questi 25 anni si sono alternate amministrazioni comunali, governi regionali e nazionali  di colore e di sensibilità politiche diverse. Che cosa non ha funzionato? Prima di tutto il Parco è stato sempre visto come elemento divisivo, come imposizione dall’alto, calandosi in una realtà fortemente antropizzata, come quella della costa. Il mio emendamento mira a superare le criticità di questi anni con il coinvolgimento dei sindaci che per legge saranno sentiti, rimuovendo tutte le date che imponevano la istituzione del Parco. Addirittura in passato era stato previsto per legge che entro il 2012 doveva istituirsi il Parco, pena l’arrivo di un commissario ad acta. Fatto sta che è arrivato il Commissario e il Parco non c’è stato lo stesso. Il mio emendamento ha l’obiettivo di rimuovere questi aspetti che hanno creato sempre delle tensioni, tenendo presente che dopo 25 anni è cambiata anche la sensibilità da parte dei sindaci e del territorio e oggi del Parco se ne intravedono sicuramente le opportunità”. 

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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