
Seguiamo dagli organi di stampa la vicenda relativa al progetto di ampliamento del Porto di Vasto e condividiamo la forte preoccupazione espressa dal mondo del lavoro e delle industrie per quella che appare come una grave carenza di responsabilità politica e amministrativa da parte della Regione Abruzzo, una situazione che rischia di compromettere investimenti strategici per il nostro territorio lasciandolo all’abbandono.
Riteniamo che un’infrastruttura di questa portata rappresenti un’opportunità fondamentale per lo sviluppo industriale ed economico di Vasto e delle aree produttive che la circondano. Il potenziamento del Porto consentirebbe di intercettare traffici medio-grandi oggi assenti in Abruzzo. La posizione strategica dello scalo, a ridosso della SS16 e a soli 8 km dall’A14, lo renderebbe estremamente attrattivo per il trasporto di merci e container, rafforzando la competitività del sistema logistico locale.
Va inoltre considerato che il trasporto marittimo presenta un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto a quello su gomma: un porto più efficiente significherebbe meno traffico pesante sulle nostre strade, minori emissioni e una riduzione complessiva dell’impatto ambientale. A ciò si aggiunge l’indotto economico: più imprese, maggiore domanda di personale qualificato, nuovi posti di lavoro e, di conseguenza, maggiori opportunità per le nuove generazioni di restare e costruire qui il proprio futuro.
Senza un deciso potenziamento dell’infrastruttura portuale, inoltre, si rischia di perdere ulteriori occasioni di sviluppo già affacciatesi sul nostro territorio, come il progetto di Renexia legato al parco eolico offshore. In assenza di un porto adeguato per logistica, assemblaggio e supporto alle attività in mare, Vasto potrebbe essere esclusa da investimenti strategici nel settore delle energie rinnovabili, rinunciando a un ruolo centrale nella transizione energetica e alle ricadute occupazionali e industriali che ne deriverebbero.
Proprio per questo, le richieste di integrazione documentale avanzate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica destano imbarazzo e sollevano interrogativi sulla superficialità con cui sarebbe stato gestito il procedimento. Le carenze segnalate sono tutt’altro che marginali: risultano assenti diverse planimetrie, manca il computo metrico; si riscontrano incongruenze, indicazioni errate, riferimenti
sbagliati a documenti allegati e persino un’erronea localizzazione dell’intervento a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. È lecito chiedersi se si sia trattato di un frettoloso “copia e incolla” da un progetto relativo alla Regione Sicilia.
Di fronte a tali criticità, riteniamo grave che si continui ad attribuire eventuali ritardi esclusivamente alla burocrazia ministeriale. Le responsabilità politiche sono evidenti e chiamano in causa, a partire dall’Assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Umberto D’Annuntiis, l’Assessora allo Sviluppo Economico Tiziana Magnacca, il Consigliere regionale Francesco Prospero e il Senatore Etelwardo Sigismondi, che più di altri dovrebbero avere a cuore le sorti del nostro territorio.
Chiediamo quindi alla Regione Abruzzo di considerare il dossier presso il MASE una priorità assoluta: occorre trasmettere con urgenza una documentazione completa e corretta, garantire la massima trasparenza, chiudere nel più breve tempo possibile l’iter di Valutazione di Impatto Ambientale e assicurare tempi certi per il completamento dei lavori, salvaguardando i finanziamenti già stanziati e oggi sospesi in attesa delle integrazioni richieste.
IL SEGRETARIO
dei GD Area Vastese
Mario Enrico Testa














