
Questa mattina tanti studenti hanno preso parte all’interessante incontro “40 secondi Willy Monteiro Duarte la luce del coraggio e il buio della violenza” presso l’Auditorium del Liceo Artistico “Pantini-Pudente” che ha visto la partecipazione della giornalista Federica Angeli, del Sostituto Procuratore Generale della Repubblica di Roma Bruno Giangiacomo e dell’avvocato del Foro di Roma Loredana Mazzenga.
L’iniziativa moderata dal giornalista Roberto Naccarella si è aperto con i saluti del sindaco di Vasto Francesco Menna, dell’assessora all’Istruzione e alle Politiche giovanili Paola Cianci, e dei dirigenti scolastici Anna Orsatti, Nino Fuiano e della professoressa Alessandra Del Borrello in rappresentanza di Maria Grazia Angelini.
«Il filosofo Benedetto Croce affermava che la violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggere. Questa riflessione – ha evidenziato il sindaco Francesco Menna – esprime una verità profonda: chi ricorre alla violenza dimostra di non saper affrontare il confronto, di non saper rispettare l’altro e di non avere il coraggio del dialogo. La storia di Willy Monteiro Duarte rappresenta una tragica dimostrazione di quanto la violenza possa essere cieca e distruttiva. Ma allo stesso tempo ci ricorda anche che esiste un’altra forma di forza: quella di chi sceglie di aiutare gli altri, di chi non resta indifferente davanti a un’ingiustizia, di chi difende i valori della solidarietà e del rispetto».
«È stata una mattinata di riflessione profonda – dichiara l’assessora alle politiche giovanili e all’istruzione, Paola Cianci – su quanto la violenza possa cambiare o spezzare una vita in pochissimo tempo. La storia di Willy ci ricorda che episodi di violenza non sono solo tragedie familiari ma anche ferite che riguardano l’intera comunità. Per questo è fondamentale non limitarsi alla sola richiesta di giustizia, ma lavorare con ancora più forza su prevenzione, educazione e responsabilità collettiva.
Come istituzioni abbiamo il dovere di ascoltare i giovani, cogliere i segnali di disagio e trasformare le riflessioni in azioni concrete. Solo così possiamo costruire comunità più consapevoli e più sicure. Ascoltare l’esperienza coraggiosa di Federica Angeli è stata una grande opportunità di crescita per tutte e tutti noi, soprattutto per il suo impegno civile che la resa un punto di riferimento importante nella difesa della legalità».
I relatori hanno ripercorso le fasi più importanti del processo penale in cui sono state tante le testimonianze delle persone coinvolte e la ricostruzione dei fatti molto impegnativa. La loro esperienza diretta ha fornito spunti importanti su quanto la condizione alterata da sostanza o alcool può determinare comportamenti che possono sfociare in reati con conseguenze che possono rovinare la vita delle persone.
La giornalista Federica Angeli, che con il coraggio delle sue inchieste e dei suoi libri ha scelto di raccontare la verità, anche quando questo ha significato vivere sotto scorta ha detto: «mi piace pensare che con una penna, con le parole e con il senso civico si possa davvero contribuire a cambiare le cose».
«Ringraziamo – concludono il sindaco Menna e l’assessora Cianci – l’autrice Dott.ssa Federica Angeli, il Dott. Bruno Giangiacomo, l’avvocata Mazzenga, il Dott. Roberto Naccarella, dirigenti scolastici e insegnanti, l’associazione Grido e il Progetto Giovani per il loro prezioso contributo, professionale e umano».
L’incontro si è concluso con numerose domande ai relatori da parte degli studenti.
















