domenica, Marzo 22

Concessioni balneari a San Salvo, la giunta approva le royalty per le gare

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Benefici economici per il Comune dalle concessioni demaniali. La previsione di una “royalty”, cioè di un versamento da parte dei nuovi concessionari, di un importo le cui modalità di calcolo saranno definite negli atti di gara, è previsto nel partenariato pubblico-privato  varato in vista delle aste pubbliche. La giunta guidata dalla sindaca Emanuela De Nicolis ha scelto questo strumento per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, fissando le regole  per le aste previste dalla direttiva comunitaria Bolkestein. Così mentre a Vasto i balneatori propongono un progetto di finanza che, oltre all’ammodernamento delle strutture prevede anche un’opera pubblica, a San Salvo il paradigma si inverte.

Abbiamo scelto lo strumento del partenariato pubblico-privato che ci consentirà di inserire nel bando la previsione di una royalty, il cui importo è strettamente legato al piano economico finanziario di ogni singola concessione”, spiega la sindaca De Nicolis, “con gli introiti economici contiamo di completare la riqualificazione del lungomare”.

La proposta è stata illustrata agli operatori nei mesi scorsi.

“Siamo aperti a qualsiasi soluzione”, dice Antonio Posata, vice presidente dell’associazione balneatori e turismo di San Salvo, “soprattutto se la proposta dall’amministrazione comunale è l’unica strada percorribile e non ci sono alternative per risolvere l’annosa questione delle concessioni”.

Il partenariato pubblico-privato nasce per perseguire obiettivi di interesse generale quali innovazione sociale, valorizzazione del territorio, sviluppo sostenibile e miglioramento dell’offerta turistico-ricettiva. La delibera varata dalla giunta dà mandato per la costituzione di un “ufficio di progettazione multidisciplinare” che dovrà occuparsi della predisposizione della documentazione di gara. Le aste devono essere indette entro il 30 settembre 2027. Si parte dalla ricognizione dello stato di fatto del territorio costiero demaniale e delle strutture insistenti sul demanio per le quali gli operatori dovranno , con apposita autodichiarazione, indicare la volontà di procedere allo smontaggio o di lasciarle sul suolo demaniale marittimo al termine del rapporto concessorio.

Le procedure ad evidenza pubblica volte all’assegnazione delle concessioni (25 di cui 4 riservate alle strutture ricettive esistenti), dovranno tener conto dei criteri di accessibilità e massima fruibilità della spiaggia, garantendo la eliminazione delle barriere architettoniche, dell’utilizzo di materiali eco-compatibili ai fini della tutela paesaggistica, del miglioramento dell’offerta turistica e dei servizi,  con previsione di criteri di “premialità” a favore di quelle proposte progettuali che assicurano un elevato livello di protezione ambientale.

Anna Bontempo (Il Centro)

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