sabato, Marzo 28

La Paolucci di Vasto all’evento della “Notte dei Liceo Classico”

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Passato e presente si sono incontratiieri pomeriggio in occasione della Notte del Liceo Classico, evento che ha visto la partecipazione  degli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “Paolucci”. L’istituto ha offerto due momenti formativi dimostrando come la scuola media sappia essere un laboratorio di pensiero critico e di eccellenza didattica.
Particolarmente toccante è stato l’intervento della classe 3^I, coordinata dalla Prof.ssa Marta Mancino. Con la performance dal titolo “Due eroine, un grido”, gli studenti hanno messo in scena un coraggioso dialogo immaginario sui Diritti. Protagoniste due figure distanti nel tempo ma unite dalla medesima forza: Antigone, simbolo della legge morale che sfida l’ingiustizia del potere, e Giulia Cecchettin, diventata monito e icona contemporanea della lotta contro la violenza di genere. Un ponte ideale che ha commosso la platea, confermando la sensibilità dei giovani alunni della Paolucci verso le tematiche civili più urgenti.
Il percorso culturale è proseguito con la classe 3^E, guidata dalla Prof.ssa Rita Pergola, che ha presentato “Incontri Divini”. Gli studenti hanno condotto il pubblico in un suggestivo itinerario attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Grazie a una solida preparazione letteraria e a una coinvolgente capacità espressiva, i ragazzi hanno saputo restituire la modernità del messaggio di Dante Alighieri, rendendo omaggio alla nostra lingua e alla nostra identità culturale.
Queste performance rappresentano il coronamento di percorsi didattici profondi volti a valorizzare le buone pratiche di insegnamento che caratterizzano la Scuola “Paolucci”.
“Vedere i nostri ragazzi affrontare temi complessi come il diritto universale e la grande letteratura è motivo di orgoglio per il nostro istituto” – riferisce la preside la Prof.ssa Eufrasia Fonzo. “La nostra partecipazione alla Notte del Liceo Classico sottolinea l’importanza della continuità educativa e della capacità dei nostri docenti di rendere i classici strumenti vivi per leggere la realtà moderna”.

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