
Vale 425.500 euro l’area in cui sorge l’ex mattatoio. E’ questa la stima effettuata dall’Agenzia delle entrate – Direzione provinciale di Chieti – che con il comune di Vasto ha siglato un accordo di collaborazione che comporta per le casse municipali solo un rimborso spese di 2.274 euro. La valutazione del terreno – 6.142 metri quadri complessivi che con una variante urbanistica semplificata ha cambiato destinazione: da commerciale a residenziale – è propedeutica alla indizione dell’asta pubblica.
L’ex mattatoio di via Sant’Onofrio, chiuso nel 2018 sul presupposto che i costi di gestione erano di gran lunga superiori ai ricavi, è infatti inserito da anni nel piano delle dismissioni. Se ne parla ormai da più di un lustro. Ci furono anche dei tentativi di vendita , ma le aste andarono tutte deserte. Probabilmente per il prezzo ritenuto troppo alto dai potenziali acquirenti. Il primo tentativo di vendita ci fu il 14 giugno 2018 con un prezzo base di 740.510 euro. La seconda asta risale al 16 ottobre 2018 (importo: 666.459) e la terza un anno dopo, il 25 febbraio 2019, quando il prezzo, per effetto delle riduzioni, si abbassò di circa 150mila euro, passando a 592.408 euro. Oggi c’è la valutazione dell’Agenzia delle entrate che ha stimato in 425.500 il valore dell’area, al netto dei costi di demolizione e di bonifica.
Nel frattempo si è fatta avanti una società di Vasto, la Floew srl, che ha manifestato l’interesse per l’acquisto dell’immobile, ma a determinate condizioni: l’adozione di una variante al piano regolatore generale per poter realizzare un complesso residenziale e lo sgombero dei locali che risultano attualmente ancora occupati a scopo abitativo da due fratelli, Michele e Lilliana D’Ambrosio. Le criticità emerse finora, ai fini della collocazione dell’immobile sul mercato, sono la necessità di un intervento di bonifica e messa in sicurezza dell’intero complesso ai fini della tutela della salute pubblica e della salubrità dell’ambiente. Al posto dell’ex mattatoio sorgerà un complesso residenziale, un intervento che secondo gli uffici “è compatibile con lo sviluppo sostenibile della zona interessata e che, non comportando impatti significativi, non necessita di alcuna misura di mitigazione ambientale”. Ottenuta la stima il prossimo passaggio sarà quindi l’indizione dell’asta pubblica. L’interesse dell’amministrazione comunale, che ha deciso di interrompere l’attività di macellazione otto anni fa, è vendere l’immobile non solo per incamerare fondi, ma anche per facilitare la riconversione di quell’area.
Anna Bontempo (Il Centro)














