
All’inizio di questo mese, gli alunni della classe terza della Scuola San Tommaso hanno vissuto un’esperienza didattica fuori dal comune, partecipando a una lezione STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica) dedicata a una delle più importanti missioni spaziali dei nostri tempi: Artemis II.
Attraverso attività coinvolgenti e interdisciplinari, gli studenti hanno approfondito il tema del volo spaziale, scoprendo le sfide, le tecnologie e il significato storico di una missione che segna il ritorno dell’uomo in orbita attorno alla Luna dopo oltre 50 anni. Artemis II rappresenta infatti una tappa fondamentale di un ambizioso programma internazionale che punta, nei prossimi anni, a riportare l’essere umano sulla superficie lunare e, successivamente, a rendere possibile l’esplorazione di Marte.
Proprio nelle scorse ore, la missione Artemis II è stata lanciata con grande successo: il razzo ha lasciato la Terra tra l’entusiasmo della comunità scientifica internazionale e milioni di spettatori, e l’equipaggio è ora ufficialmente in viaggio verso la Luna. Un evento storico che rende ancora più concreta e attuale l’esperienza vissuta in classe dagli studenti.
Ma il coinvolgimento dei ragazzi non si è fermato alla teoria. In un gesto simbolico e altamente significativo, i nomi di tutti gli studenti sono stati inviati e caricati su una scheda digitale attualmente a bordo della capsula Orion, ora in viaggio intorno alla Luna. In questo modo, ogni alunno è diventato, idealmente, parte integrante di questa straordinaria avventura nello spazio.
Non solo: la classe ha voluto rendere omaggio anche al proprio territorio, inviando nello spazio il nome di Vasto, Italia, che in questo momento “viaggia” simbolicamente verso la Luna insieme alla missione. Un piccolo ma potente segno di appartenenza, che unisce comunità locale e orizzonti globali.
Il progetto ha avuto anche un importante momento celebrativo: durante una cerimonia speciale, sono stati consegnati agli studenti i “boarding pass” personalizzati, veri e propri biglietti simbolici per questo viaggio lunare. L’evento è stato arricchito dalla partecipazione di Anna Bosco, che ha coinvolto i ragazzi in un appassionante momento di dialogo e verifica, mettendo alla prova le loro conoscenze sulla missione e sullo spazio.
Questa iniziativa ha rappresentato molto più di una semplice lezione: è stata un’occasione per accendere curiosità, stimolare il pensiero scientifico e alimentare sogni. Progetti come questo dimostrano quanto sia importante avvicinare i giovani alle discipline STEM attraverso esperienze concrete e coinvolgenti, capaci di trasformare concetti complessi in emozioni tangibili.
Oggi, mentre la capsula Orion prosegue il suo viaggio nello spazio profondo, anche i sogni di questi studenti sembrano viaggiare con essa. Guardando al cielo, non vedono più solo stelle lontane, ma possibilità future. Forse, tra loro, ci sono i protagonisti delle prossime grandi esplorazioni. Perché ogni grande viaggio, anche quello verso Marte, inizia sempre con un piccolo passo… spesso tra i banchi di scuola.
















