
” Voglio la verità sulla morte di mio marito “. Vanessa, la moglie di Domenico Racanati, il pescatore disperso da giovedi mattina e probabilmente vittima del crollo del ponte sul fiume Trigno, affida ai media il proprio sfogo. La donna è disperata.
Un testimone le ha detto di avere visto il marito cadere nel vuoto e ora lei vuole sapere perchè le transenne che avrebbero dovuto impedire la circolazione erano invece state spostate. Domenico Racanati, di Bisceglie, aveva acquistato ad Ortona una barca. Giovedì mattina stava andando ad Ortona a ritirare dei documenti. Era al telefono con la moglie quando è caduto nel vuoto. Ieri i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno ritrovato la targa dell’auto di Domenico e un paraurti alla foce del fiume Trigno. Le ricerche dell’uomo proseguiranno anche oggi.
Ieri sul ponte è arrivata anche il procuratore di Larino, Elvira Antonelli che ha spiegato. ” Le ricerche stanno proseguendo con grande attenzione e a farle sono i vigili del fuoco con i mezzi e gli uomini specializzati. Al momento è stata ritrovata la targa della Fiat Bravo incastrata fra un pilone e un albero e anche il paraurti della vettura. Il recupero della targa è stato laborioso e affatto semplice. Il paraurti non è stato ancora recuperato “. Le ricerche proseguono per trovare l’auto e Domenico, probabilmente incastrato nel veicolo. Tanti gli interrogativi da chiarire .
L’Anas ha diffuso una nota ufficiale nella quale precisa che già “la sera di mercoledì 1° aprile, alle ore 19, era stata disposta e attuata la chiusura del traffico nel tratto della statale 16 Adriatica in corrispondenza del viadotto Trigno. La chiusura “viene spiegato ” era stata resa effettiva mediante l’installazione di barriere fisiche tipo New Jersey e segnaletica di interdizione in prossimità delle rotatorie di Petacciato lato sud e San Salvo Marina lato nord”.
In una intervista a Repubblica il comandante della polizia municipale di Montenero, Pierfrancesco Assonia, ricorda di essere rimasto sul ponte fino a tarda ora. Alle 2,30 c’erano stati tentativi di passaggio ma le auto erano state respinte . Qualcuno però ha rimosso le transenne. La famiglia di Domenico è sicura che l’uomo non sarebbe mai passato se ci fosse stato un divieto. La Procura di Larino vuole accertare se chi doveva garantire la vigilanza lo ha fatto.
Paola Calvano














