
Rocco Natale proviene da genitori contadini abituati alla fatica fisica e ai sacrifici. Da bambino frequentava la scuola elementare e nel pomeriggio conduceva le pecore a pascolare. A tarda ora si divertiva a dare calci ad una specie di pallone fatto di stracci e spago, con i bambini del quartiere. Piano piano nacque in lui una forte passione per il calcio.
Negli ultimi anni del ’50, Mario Ialacci fondò l’Audax, lui fu tra i primi ad aderire. La squadra era formata soprattutto da giovani manovali, contadini e falegnami che lavoravano dalla mattina di lunedì al pomeriggio del sabato. Potevano allenarsi per poco tempo, solo dopo il tramonto del sole. Le partite si disputavano le mattine di domenica su campi duri come pietra. Molte volte Rocco fu costretto ad assentarsi. Nessuno della squadra giocava con le scarpe da calcio, ma con scarponi da lavoro. Rocco, durante le partite più importanti, “indossava” gli scarponi corazzati (da contadino) con le cindràlle, che spesso lasciavano i lividi sulle gambe dei giocatori avversari. Giocava a calcio di nascosto. A 17 anni preparò una valigia ed emigrò in Germania. Dopo un paio d’anni se ne tornò a San Salvo. Pensionato da diversi anni. Nella passeggiata serale con gli amici, racconta come ha iniziato ad innamorarsi della palla.















