mercoledì, Maggio 20

Alto Vastese, in 30 anni popolazione dimezzata

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I decessi restano elevati e superano nettamente le nascite che sono basse in  tutti i comuni dell’Alto Vastese ed in alcuni casi del tutto assenti, come a San Giovanni Lipioni.  Anche se  il  nodo centrale  resta comunque  la debolezza del ricambio generazionale, in un contesto sempre più anziano e fragile. E’ la condizione di 40 comuni abruzzesi e molisani fotografata dalla Caritas Diocesana di Trivento diretta da Don Alberto Conti nel  nuovo numero dei “Quaderni della Solidarietà”.

Dati che secondo il sacerdote,  il quale  torna a lanciare l’allarme sullo spopolamento delle aree interne,  dovrebbero indurre  la politica e le istituzioni ad adottare politiche mirate per invertire la rotta. Il dato di partenza del dossier è che in  32 anni, dal 1992 al 2024,  la popolazione si è dimezzata. San Giovanni Lipioni è passata da 416 a 136 abitanti (-67%), Schiavi D’Abruzzo da 1.871 a 622 residenti (-66,8%), Castelguidone  da 535 a 279 (-47,9%), Castiglione Messer Marino da 2.574 a 1.447 (-43,8%), Celenza Sul Trigno da 1224 a 768 (-37,3%) e Torrebruna da 1.366 a 651 residenti (-52,3%). 

Le nascite risultano molto basse in quasi tutti i comuni e in alcuni casi sono del tutto assenti. Non si registrano infatti nati a  San Giovanni Lipioni” , si legge nel dossier, “si tratta di un dato molto eloquente, perché rimanda a comunità in cui la presenza di giovani coppie e famiglie con figli è ormai ridottissima. In parallelo, i decessi restano elevati e superano nettamente le nascite. I casi più evidenti sono a  Castiglione Messer Marino con 5 nati e 36 morti (-31) e  Schiavi di Abruzzo con 1 nato e 26 morti (-25)”. 

Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un territorio particolarmente esposto allo spopolamento.  La popolazione non è solo diminuita,  si è spezzato il ricambio tra generazioni. Da un lato crolla il numero dei bambini e dei ragazzi, dall’altro diminuisce anche la popolazione anziana, ma molto più lentamente. È proprio in questa distanza tra le due dinamiche che si coglie il senso più drammatico del fenomeno. Il dato più impressionante riguarda la fascia tra 0 e 14 anni. 

In poco più di trent’anni sono scomparsi più di due terzi dei bambini e degli adolescenti. Questo significa, in concreto, meno nascite, meno famiglie giovani, meno classi nelle scuole, meno voci nelle strade, meno possibilità di continuità per la vita dei paesi. In alcuni casi il ridimensionamento è fortissimo: San Giovanni Lipioni passa da 41 a 6 ragazzi (-85,4%), Castelguidone da 57 a 10 (-82,5%), Torrebruna da 141 a 28 (-80,1%). Anche dove i numeri restano relativamente più alti, come a Castiglione Messer Marino, la discesa è comunque molto pesante: da 414 a 129 (-68,8%).

Don  Alberto indica quindi il necessario cambio di rotta: istituire una fiscalità agevolata che faccia diventare conveniente la scelta di vivere nei piccoli comuni abbandonati; finanziare investimenti per il recupero dell’edilizia abbandonata; modellare un sistema scolastico che renda possibile il mantenimento delle scuole nelle zone disagiate. La presenza, infine,  di servizi sanitari che assicurino seriamente il diritto alla salute che,  ricorda il sacerdote, deve essere garantito a tutti. 

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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