
I carabinieri del reparto investigazioni scientifiche sabato scorso hanno ultimato l’analisi della scena del delitto di Vasto ricostruendo, grazie ad uno scanner 3D, la posizione dei due litiganti e a seguire quello che è accaduto dopo l’omicidio. Al momento non è in programma nessun altro sopralluogo. La casa però resta sotto sequestro, segno che potrebbe essere necessario approfondire ancora qualche particolare.
A coordinare le indagini è il pm Miriam Manfrin. A fine giugno il magistrato riceverà anche i risultati dell’esame autoptico eseguito sul corpo di Andrea Sciorilli dal medico legale Pietro Falco e contestualmente i risultati degli esami istologici e tossicologici che racconteranno le condizioni del giovane la mattina del 19 aprile.
Le bocche degli investigatori sono cucite. L’unica frase che viene ripetuta è che le indagini saranno lunghe. Tanti i testimoni ascoltati dai carabinieri e molti altri devono ancora essere ascoltati. Fondamentale per la formulazione dell’accusa sarà il racconto del testimone che ha visto Sciorilli che, usando le parole del procuratore capo Domenico Seccia “trafficava accanto al cadavere insanguinato del figlio “ a poca distanza dalla vettura del ragazzo. Un passaggio per il quale il pubblico ministero contesta ad Antonio Sciorilli l’accusa di omicidio volontario e tentato occultamento di cadavere.
Intanto, nella cella del carcere di Castrogno di Teramo in cui è rinchiuso da una decina di giorni Antonio Sciorilli, 52 anni, il dirigente della Asl che il 19 aprile ha ucciso il figlio Andrea, 21 anni trascorre le ore nel silenzio. Dal giorno dell’omicidio pare che l’uomo si sia chiuso in se stesso affidando alla scrittura le proprie sensazioni e gli stati d’animo. Quello che è accaduto la mattina del 19 aprile lo ha sconvolto e l’uomo non riesce a riprendersi e ad esternare il proprio stato d’animo.
Sabatol’uomo riceverà la visita del medico legale Giuseppe Vecchione, il perito a cui si sono rivolti gli avvocati Alessandro Orlando e Massimiliano Baccalà, suoi difensori. Quell’incontro è fondamentale per comprendere la gravità del limbo in cui Antonio Sciorilli è sprofondato.
Attraverso il professor Vecchione i difensori sperano di riuscire a far ricordare a Sciorillli cosa è accaduto la mattina dell’omicidio. Qualè stata la scossa che ha sconvolto la sua mente. Il perito psichiatrico, attraverso un incontro colloquiale, cercherà di evincere la capacità di intendere e volere dell’uomo. Non sono escluse anche analisi cliniche, valutazione di documenti o testimonianze, e l’uso di test della personalità e esami neurologici. Il professor Vecchione deve valutare se il dirigente il 19 aprile era in grado di comprendere il significato del proprio comportamento e di controllare i propri impulsi al momento del reato. Se il perito dovesse ritenere che il 52enne non fosse lucido nel momento del fatto, può essere richiesta una perizia psichiatrica.
Paola Calvano














