
Nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra sentieri nascosti e sorgenti cristalline, si trova la misteriosa Fonte delle Fate.
Si narra che questo sia un luogo dove il mondo terreno e quello magico si sfiorano. Secondo la tradizione popolare, nelle notti di San Giovanni (24 giugno), le fate del bosco si radunano sulle rive della fonte per danzare, intessendo incantesimi di protezione e fortuna.
Chi osa avvicinarsi in quel momento può percepire un sussurro tra le fronde, un’energia primordiale che avvolge l’aria e fa vibrare l’acqua cristallina. Le pietre della sorgente, levigate dal tempo e dal flusso del ruscello, si illuminano di riflessi misteriosi e chi ha orecchio attento può udire melodie appena percepibili, come se la natura stessa cantasse un antico incantesimo.
La leggenda racconta anche che le fate siano custodi delle erbe medicinali: chi raccoglie foglie o fiori senza rispetto rischia di vedersi lanciato un incantesimo di confusione e smarrimento. Al contrario, chi cammina con cuore puro riceve un dono invisibile: una protezione speciale contro malanni, sfortune e paure nascoste.
In questa zona, tra alberi secolari e ruscelli, la Fonte delle Fate non è solo una sorgente: è un portale magico, un luogo in cui la leggenda si fonde con la natura e l’uomo diventa parte di un mondo antico e incantato.
Da qui la leggenda e tradizione secondo diverse persone del luogo mettano fuori dalla finestra nella notte tra il 23 e il 24 giugno una bacinella d’acqua con un mazzolino di erbe aromatiche, in genere artemisia, lavanda, menta, prezzemolo, rosmarino, ruta e verbena, che durante la notte saranno bagnate dalla rugiada, il rito vede la sua conclusione il mattino seguente: ci si lava il volto con l’acqua ormai magica, dotata di proprietà purificatrici e protettrici.
Se in queste sere vi doveste trovare a passare tra questi boschi sappiate che la notte del 23 giugno è possibile entrare nel vivo del mito. Nei boschi e intorno alla Fonte delle Fate si svolgono piccole celebrazioni simboliche: cammini al chiaro di luna, rituali con fiori e acqua, e momenti di ascolto della natura.
Secondo la tradizione popolare partecipare a queste passeggiate notturne offre protezione, fortuna e un contatto unico con la magia della montagna. È il momento ideale per osservare il gioco di luci tra le fronde, sentire il sussurro dell’acqua e respirare l’energia primordiale del luogo.
Alla prossima tappa… l’Abruzzo ha ancora molte storie da raccontare.
Laura Del Casale














