martedì, Giugno 16

Giovani e lavoro stagionale. I Dem: “E’ arrivato il momento di applicare i contratti”

Condividi

Salari bassi, turni di riposo assenti, ore di lavoro superiori a quelle stabilite nel contratto, straordinari che non vengono pagati. Tutti questi fattori contribuiscono a generare quel fenomeno di cui si torna a parlare ogni estate: la mancanza di personale stagionale.

Il tema è stato al centro dell’AperiTalk in spiaggia, nel Lido Il Trabocco, promosso dai Giovani democratici del Vastese. A fare il punto della situazione Mario Enrico Testa, segretario dei GD,  l’assessore Paola Cianci responsabile Lavoro della segreteria provinciale Pd, Daniela Primiterra (Cgil), Ernesto Magnifico (Uil Tucs Abruzzo) e Davide Frigelli (Cisl Abruzzo e Molise), 

“Non può esserci un turismo di qualità senza diritti, tutele, retribuzioni eque e dignità per le lavoratrici e i lavoratori”, sostiene Testa, “stiamo parlando di un settore dove ci sono tantissime difficoltà, a partire dai salari, che comunque sono sempre insufficienti, dai giorni di riposo assenti, dai turni massacranti, che a volte sfiorano le 14-15 ore al giorno. È chiaro che i giovani non accettano più queste condizioni di sfruttamento, e questo secondo me è anche un dato positivo. Però purtroppo c’è chi queste condizioni le continua ad accettare e si tratta di persone che magari, per necessità, sono costrette perché non trovano di meglio e si accontentano delle condizioni che vengono proposte”.

Tutti questi fattori, secondo il segretario dei Giovani Democratici del Vastese, incidono sull’offerta turistica.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento dell’assessore Cianci, “Troppo spesso si attribuisce ai giovani la responsabilità della mancanza di personale stagionale, senza considerare in realtà quelle che sono le ragioni effettive, riconducibili ai salari bassi, alle ore di lavoro superiori a quelle definite nel contratto, agli straordinari che non vengono pagati”, è la riflessione della responsabile del Lavoro della segreteria provinciale Pd. “Ci vuole un cambiamento culturale, perché per avere un turismo di qualità ci vuole alla base anche personale qualificato. Quindi bisogna partire dalla corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali nella loro interezza, rispettare gli orari di lavoro, evitare il dumping contrattuale, il lavoro nero e garantire le condizioni di sicurezza e di salute sui luoghi di lavoro”.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.