
Galeno, medico, anatomista e filosofo greco del II secolo d.C., riteneva che il cuore fosse la fonte del “calore innato” dell’organismo e la sede dello “spirito vitale”, l’energia che animava il corpo umano.
Nei mesi scorsi abbiamo attraversato borghi, castelli e antichi sentieri della nostra regione. A luglio, il mese in cui il caldo raggiunge il suo apice, ci spostiamo simbolicamente nel cuore dell’Abruzzo: il Lago di Scanno, celebre per la sua inconfondibile forma a cuore e custode di una delle leggende più dolci della tradizione abruzzese.
Si narra che, molto tempo fa, nella Valle del Sagittario vivesse una donna, custode di arti antiche: Fata Angioina, essenza stessa della natura incontaminata.
La sua fama giunse fino al potente Mago Bailardo, che, incuriosito, decise di osservarla di nascosto. Rimase incantato dalla straordinaria bellezza della fata, ma ben presto all’ammirazione si unì l’invidia per il profondo legame che la univa a quella terra. Desiderava impossessarsi di entrambi: di lei e del potere che sembrava scaturire da quel luogo. Accecato dall’ambizione, ordinò ai suoi uomini di rapirla. Da quel momento, tra la fata e il mago ebbe inizio un contrasto insanabile.
Dopo molto tempo passato a scappare per salvare la sua libertà e punire l’ardire di chi voleva spezzarla, Angioina tese le mani e si appellò alla natura che la circondava. Si narra che la terra stessa si sia commossa dinanzi a quel gesto. Fu così che le acque si raccolsero in silenzio, senza fretta, colmando la terra fino a trasformarla in uno specchio lucente, sospeso tra cielo e terra, inghiottendo per sempre i suoi rapitori.
Così nacque il Lago di Scanno: dall’amore per la libertà, dal legame indissolubile con la natura e dal coraggio di difendere entrambi. Da allora, nelle calde notti d’estate, il battito del lago sembra custodire il ritmo lento e gentile della natura che lo circonda.
Che siate innamorati di qualcuno, di voi stessi o, soprattutto, della vostra libertà; che scegliate di arrivarci da soli o in compagnia, Scanno, nel mese di luglio, offre molto più di un paesaggio da contemplare. Il borgo e il suo lago diventano un luogo vivo, attraversato da esperienze, incontri e movimento. Tra queste, una delle più attese è lo **XTERRA Lake Scanno**, un triathlon internazionale che ogni anno porta atleti da tutto il mondo a sfidarsi tra le acque del lago, i sentieri di montagna e i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo.
E mi raccomando: non andate via senza aver assaggiato il celebre Pan dell’Orso, anch’esso legato ad una leggenda. Si narra che molto tempo fa un gruppo di pastori fosse in procinto di lasciare la valle per portare le greggi verso pascoli più miti. Con sé portavano delle provviste: panelli preparati con miele e mandorle. Durante il cammino, però, furono sorpresi dall’attacco di un orso che, attirato dal profumo del miele, divorò tutti i dolci. Da allora quei panelli presero il nome di Pan dell’Orso.
Alla prossima tappa… l’Abruzzo ha ancora molte storie da raccontare.
Laura Del Casale















