giovedì, Luglio 9

La tragedia al confine con l’Abruzzo e l’esplosione di stamane riporta alla memoria “Le Stragi di Casalbordino”

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La tragedia di ieri, a Borgorose, al confine con l’Abruzzo e l’esplosione di stamane, alla Sabino Esplodenti, oggi di proprietà della Multinazionale Arca Defense, riporta alla memoria “Le Stragi di Casalbordino”.

Stamane il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro, in pagina regionale, ha riservato grande spazio  sulla violenta deflagrazione all’interno della ditta “Mattei, dove hanno perso la vita Simone Colle (30 anni) e la made Teresa Tozzi (60). Fortunatamente sono rimasti illesi gli altri tre dipendenti. Purtroppo è drammatico il bilancio dell’esplosione di stamane, giovedì 9 luglio, la terza nello giro di pochi anni, alla Sabino Esplodenti, un morto ed un ferito grave.

Nel Vastese per tutti sono rimaste  e sono ” Le stragi di Casalbordino “, un capitolo nero che ha segnato il mondo del lavoro con ben sei vittime e dieci indagati. Per la Esplodenti Sabino quelle due esplosioni avvenute a distanza di tre anni l’una dall’altra hanno cambiato le sorti dell’azienda.

La prima esplosione avvenne il 21 dicembre 2020. Un incidente provocò la morte di tre operai: Carlo Spinelli ,54 anni di Casalbordino , Paolo Pepe, 45 di Pollutri e Nicola Colameo, 45 di Guilmi . Tutti i dirigenti e i responsabili imputati per questo disastro sono stati assolti in primo grado.

Il 13 settembre 2023 mentre a Vasto si celebrava il processo ,un’altra violenta deflagrazione causò la morte di altri tre lavoratori , Fernando Di Nella , 62 anni di Lanciano, Giulio Romano, 56 di Casalbordino e Gianluca De Santis, 44 di Palata.

LA PRIMA ESPLOSIONE. Il processo si è svolto presso il Tribunale di Vasto con rito abbreviato e la sentenza è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare Anna Rosa Capuozzo. Gli imputati, tra cui il presidente del consiglio di amministrazione della Esplodenti Sabino Spa, Gianluca Salvatore, insieme ai membri del Cda Sabino, Massimo e Marco Salvatore, il direttore dello stabilimento Giustiniano Tiberio, il responsabile della sicurezza Stefano Stivaletta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Paolo Iocco e il capo reparto Carlo Piscopo, erano accusati di cooperazione colposa in omicidio colposo.

Tuttavia, il giudice ha stabilito che il fatto non sussiste, assolvendo di conseguenza tutti gli imputati. Nella stessa sentenza, il giudice ha escluso anche la responsabilità della società Esplodenti Sabino Spa per quanto riguarda gli illeciti amministrativi contestati . La Procura ha impugnato le assoluzioni . Il pm Silvia Di Nunzio ha presentato appello alla Corte d’Appello dell’Aquila.

LA SECONDA ESPLOSIONE. Il 13 settembre 2023, una seconda esplosione causò la morte di Fernando Di Nella , Giulio Romano e Gianluca De Santis.

Per questo secondo evento, il 18 giugno si è tenuta l’udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio di dieci imputati con l’accusa di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. L’udienza preliminare è durata pochi minuti .Le famiglie degli operai non si costituiranno parte civile. Sono state risarcite. Il risarcimento è stato effettuato all’interno di una crisi negoziata aziendale. In aula non si è entrati nel merito delle responsabilità. L’udienza è stata rinviata al 19 novembre.

Secondo gli inquirenti sono emerse criticità significative nei protocolli di prevenzione e nelle procedure di controllo . Non la pensano allo stesso modo i difensori.

NUOVA PROPRIETA’. Nel frattempo la Esplodenti Sabino ha cessato la propria attività Nell’ottobre del 2025 l’azienda è stata acquisita e rilevata da Arca Defence Italy, società per azione con sede a Milano e facente parte dell’Arca Defence Group di proprietà turca. Per il sito produttivo abruzzese e per i lavoratori il futuro è meno incerto. Adesso bisognerà capire cosa succederà dopo l’esplosione di stamane.

Paola Calvano

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